Una serata alternativa nei locali ganzi di Firenze

locali ganzi di firenze, toc toc firenze

Il termine “ganzo” è utilizzato, nella grammatica dialettale, per connotare di simpatia, furbizia ed ammirazione qualsiasi cosa: “Lui è un ganzo”, “Ieri sono stato in un locale ganzo, ganzo!”.

A proposito dell’ultimo esempio, oggi vi vogliamo parlare proprio di tutti quei locali fiorentini che astutamente si sono saputi distinguere dagli altri per storia, arredamento, colore e filosofie commerciali.
Insomma, dei locali ganzi di Firenze.
Il primo fra tutti è senza dubbio il Volume: locale storico fiorentino presso Piazza Santo Spirito, che nasce da una reinvenzione della storica bottega artigianale di cappelli Bini. L’attività della storica bottega iniziò nel 1887 per iniziativa della famiglia fiorentina Filippi, poi rilevata nel 1945 da un operaio che ci lavorava, Alfonso Bini.
L’operaio dette nuova fama alla bottega anche per l’inventiva che mise dietro ai suoi cilindri, in quanto ricercò sempre forme nuove ed innovative creando vere e proprie forme d’arte divenute celebri in tutto il mondo.

Proprio dagli elementi base della storica bottega nasce il Volume che, ancora oggi, fra aperitivi, live set di musica e cocktail fino a tarda notte, propone un allestimento museistico di quello che rimane del vecchio emporio.

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Nella stessa piazza si può ammirare un altro locale “ganzo” dal passato a fior di mura, il Tamerò.
Questo locale si presenta come Pastabar in quanto è famoso per la preparazione di pasta fresca fatta in casa, acquistabile anche per l’asporto sia condita che ancora da cucinare.
Il ristorante nasce dai locali che ospitavano una famosa officina meccanica, i segni del passato sono visibili dagli affreschi sulle mura, che sono rimaste le stesse. Dentro al locale, oltre ai tavoli, ci sono anche dei “gradoni” dove sedersi per conversare, bere un cocktail o ascoltare della buona musica dal vivo.
Completamente nuovo è il Gesto in Borgo San Frediano, una catena di ristoranti nata a Perugia nel 2014 che finalmente sbarca a Firenze. L’intento del locale è quello di rispolverare la vecchia usanza dell’autocomanda che permette di risparmiare carta, acqua e costi di apparecchiatura.

Lo scopo del locale è infatti quello di rendere “ganza” una maggiore sensibilità verso le materie prime

Riducendo i costi di produzione e lo spreco alimentare; i menù infatti sono stagionali e con porzioni adatte anche per un aperitivo.
L’arredamento è da classico bistrot newyorchese dove il cliente scrive la comanda su una lavagnetta dove poi gli verrà servito il piatto.

Fuori dal centro storico, in Piazza della Libertà, si trova Deposito Bagagli, altro locale completamente nuovo e “ganzo” già a partire dall’arredamento: atmosfera retrò suggerita dall’uso del ferro battuto e dalle cementine decorate alle pareti; ed una serie di valigie vintage utilizzate come tavolini e sedie.

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In questo locale oltre a consumare hamburger, taglieri di affettati, frattaglie e primi piatti anche vegetariani (tutti prodotti locali e con preparazioni leggere) si può ascoltare anche della buona musica dal vivo. Per adesso sembra che soltanto questo locale opti per la cucina vegetale, ma in realtà esistono diversi locali anche vegetariani “ganzi” a Firenze, per esempio in via de Serragli si trova il celebre ristorante-libreria Cuculia.
In questo locale, oltre ad una prestigiosa cucina vegetale gustabile anche in versione aperitivo e/o brunch domenicale, si può ammirare l’arredamento del bistrot francese unito a quello di un ristorante di alto livello.
La cucina, innovativa e dinamica, si trasforma anche in sala da thè, locale adibito ad eventi culturali e presentazioni di libri.
Un altro ristorante vegetariano “ganzo” che si presenta come libreria è il Brac.
Il ristorante in via de Vagellari diventa culla delle arti contemporanee unite ad una cucina moderna e rivoluzionaria.
L’arredamento ricorda la fusione fra il nuovo e l’antico ed il locale gioca anche con i contrasti dentro-fuori suggeriti dal giardino interno e dalla veranda dove è solito mangiare.

Della stessa famglia è L’été, in Via Faenza

Che abbandona il lato letterario dei precedenti mantenendo comunque il principio della cucina vegetariana e della materia prima di qualità.

In questo locale già dagli arredi si avverte l’influenza della Francia che poi si riversa anche sulla scelta del menù; le due grandi particolarità del locale restano comunque gli oggetti di arredo sapientemente riciclati (banchi e sedie di scuola adibiti a tavolini) e la grossa influenza dello steet food visibile sia dai piatti proposti che dal vero e proprio atto di “mangiare apparecchiati in strada”.

All’Amblé, nella Piazzetta dei Del bene

E’  “ganzo” il concetto di locale pensato come un salotto in cui poter mangiare e fare shopping di materiali di arredo: tutti gli oggetti dai tavolini, alle tazzine, passando per le sedie e le lampade sono in vendita!
La mobilia è volutamente scombinata e caratterizzata da pezzi di antiquariato risistemati e modernizzati.
Anche qua i cibi sono preparati con materie prime e i menù sono caratterizzati da diversi piatti vegani e vegetariani.
L’ultimo locale “ganzo” che vi presento è una gelateria aperta da poco, che si aggiudica il tanto ambito aggettivo per l’idea del “gelato fai da te”.
Da 7 Brothers, in via della Condotta, il cliente si serve il gelato da solo direttamente dalla mantecatrice per non alterarne benefici e sapori.
Una volta selezionati i gusti questi possono essere ulteriormente guarniti (sempre in modalità self service) con croccantini, creme e frutta fresca.
Il locale propone un arredo a metà fra il concept store e lo stile newyorchese, ma qua non è tanto “ganza” l’estetica quanto lo sconvolgimento del concetto di gelateria.
Ganzo, vero?!

A Firenze non c’è mai niente da fare? Non è vero, scopri cosa fare la sera!

 


Credits: Fabrizio Sciami , Volume, Deposito Bagagli

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