UNESCO a Firenze: un patrimonio dell’umanità

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L’UNESCO è l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura, al fine di contribuire alla pace e alla sicurezza del mondo, promuovendo la collaborazione tra le nazioni.

Anno dopo anno il Comitato UNESCO per il Patrimonio dell’Umanità ha come obiettivo principale quello di selezionare e tutelare i siti – storici e culturali – che l’umanità, appunto, non può davvero permettersi di perdere. L’Italia ad oggi può contare orgogliosamente 50 luoghi, dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità dal Comitato.

Un patrimonio culturale che attraversiamo ogni giorno

Il centro storico di Firenze e alcune delle più belle Ville medicee presenti sul nostro territorio, sono tra questi luoghi. Il centro storico di Firenze è stato inserito nella lista UNESCO nel 1982.

Delimitato dai confini costituiti dai viali, che riprendono l’antica geometria delle mura medievali, il centro di Firenze rappresenta un vero e proprio gioiello di cui troppo spesso, noi che abbiamo la fortuna di percorrerlo quotidianamente, ci dimentichiamo. Le sue piazze e i suoi edifici soddisfano e alimentano, stagione dopo stagione, le fantasie di centinaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

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Dal 2013 si sono aggiunte alla lista anche le ville medicee di Careggi, Castello, Poggio Imperiale e La Petraia, insieme a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli.

Queste ville, appartenute alla famiglia Medici tra XV e XVII secolo, sono state allo stesso tempo ameni luoghi di villeggiatura e decentrati luoghi di potere, utili ad amministrare le campagne che circondavano la città.

Luoghi affascinanti, le ville dei Medici, racchiudono in sé la storia della più importante famiglia fiorentina, che si perde nella bellezza immaginifica di labirintici corridoi e nel susseguirsi interminabile di stanze, cortili, logge e giardini. Le porte delle ville medicee si aprono davanti agli occhi del visitatore come un terreno fertile da esplorare, passo dopo passo.

Musei, giardini e preziose istituzioni

Ma non tutte le ville possono essere visitate. Alcune di esse, infatti, sono attualmente sede di preziose istituzioni, come ad esempio l’Accademia della Crusca (la più antica accademia linguistica del mondo) che a partire dagli anni Settanta ha trovato ospitalità presso le ampie sale della Villa di Castello. Villa in cui troviamo anche uno dei primi esempi di giardino all’italiana, e di cui è fulgido esempio il Giardino di Boboli.

Poco distante dalla villa di Castello è La Petraia, la villa che dalle colline di Castello domina la città. La Petraia, dono di Cosimo I de’ Medici al figlio Ferdinando e un tempo residenza di Vittorio Emanuele II, è oggi un museo circondato dal verde.

In una posizione altrettanto fortunata si trova la villa di Poggio Imperiale, collegata alla città tramite un viale che fu fatto costruire apposta dalla granduchessa Maria Maddalena d’Austria. Nel 1770, prima che diventasse proprietà di Elisa Bonaparte (sorella di Napoleone), la villa ospitò persino Mozart che vi tenne un concerto.

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Ma la più antica tra queste è la villa di Careggi, oggi sede degli uffici amministrativi dell’ospedale. Arroccata e fortificata come un castello medievale, fu vero e proprio centro economico per le attività agricole della famiglia Medici, essendo la più vicina al centro della città. Fu però anche centro illuminato della vita culturale dell’umanesimo, diventando nel Quattrocento sede dell’Accademia Neoplatonica di Marsilio Ficino e nel 1492 vi trovò la morte Lorenzo il Magnifico, che di quell’Accademia era membro e mecenate.

Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli chiudono il cerchio dei siti che l’UNESCO tutela sul territorio fiorentino. L’antica residenza medicea – collegata a Palazzo Vecchio attraverso il Corridoio Vasariano e attuale sede della Galleria Palatina e della Galleria d’Arte Moderna – insieme al suo immenso giardino progettato dall’architetto Niccolò Tribolo e meta di lunghe camminate immerse nella quiete e nel verde, non poteva infatti mancare all’appello delle grandi meraviglie del mondo.

Allora non resta che scoprire e riscoprire Firenze, meraviglia accogliente, patrimonio comune dell’umanità.

 

credits: UNESCO, Firenze, Boboli

 

 

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