Cosa unisce Ferdinando de’ Medici con la notte di Halloween?

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La notte di Halloween è la ricorrenza  americana legata al mito di Jack’o’Lantern, personaggio a cui si ispirano le curiose zucche intagliate che dai davanzali a stelle e strisce, hanno gradualmente invaso il mondo intero.

Quello che rimane dell’effetto halloween in Italia, è l’occasione per andare a ballare, travestiti però da scheletri, mostri, personaggi storici o sensualissime streghette. Per tornare con i piedi in città, senza però discostarci dal tema horror,  abbiamo scovato una storia  interessante che lega un fiorentino famoso, Firenze e la notte di Halloween.

Una morte di stenti dolore e follia.

Un libertino amante dei sapori e piaceri terreni. Un nobile festaiolo, cedevole alle provocazioni della carne. Ma anche un’amante raffinato e scrupoloso. Amante eccellente non solo sotto le coperte, ma anche dinanzi all’arte e alla sua aura magica. Un appassionato d’arte che nacque e morì a Firenze, dove l’arte è l’essenza di tutte le cose, soprattutto per chi porta il cognome dei  Medici. Ci riferiamo al “Gran Principe”, così ricordato per la storia della sua vita, fatta di eccessi e di conseguenze da pagare.

Ma cosa unisce Ferdinando de’ Medici con Firenze e la notte di Halloween?

Figlio primogenito del Granduca di Toscana Cosimo III e di Margherita Luisa D’Orleans, egli condusse una vita di eccessi, in ragione anche della sua condizione privilegiata. Contrasse però la sifilide al carnevale di Venezia del 1713, con una donna con la quale soleva sollazzarsi quando si intratteneva nella laguna. A Venezia, il principe vi si recava per viaggi all’insegna dell’arte e della perdizione. Di rado la consorte lo accompagnava. Approfittando di questa assenza, il libertino si unì alla donna veneziana, tra maschere, festeggiamenti, eccessi e vino.

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La sifilide si prese il suo corpo violentemente. Ai tempi, si sa, i mezzi della medicina erano assai limitati e grotteschi. Questa malattia lo condusse dolorosamente alla follia. La notte del 31 ottobre del 1713, proprio il giorno prima di divenire Granduca di Toscana ereditando il comando dal padre, il giovane libertino morì di stenti, pazzia e dolori.

Oggi è ancora ricordato come il “Gran Principe”ovvero colui che non divenne mai Granduca.

Lo scorso anno ricorreva il tricentenario della sua morte e la galleria degli Uffizi ha dedicato un intero percorso espositivo in sei sezioni, alla figura del mecenate e collezionista d’arte della famiglia medicea, per rendere omaggio al personale gusto del principe Ferdinando, che ha costituito per la famiglia de’ Medici, uno tra i più raffinati collezionisti d’arte.

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Credits: Paperblog, Wikipedia, SenzaFiltro

 

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