Via Gioberti: la via delle 100 botteghe

Via Gioberti, toc toc firenze

Vincenzo Gioberti fu un filosofo, teologo, pensatore torinese dell’ottocento capace di influenzare non poco i valori e gli ideali del risorgimento italiano.

Di conseguenza, non è affatto sorprendente che in tutte le principali aree metropolitane del bel paese ci sia una piazza oppure una via intitolata a suo nome. In questo, la seconda capitale del regno d’ Italia, Firenze, non si è fatta scappare l’occasione di omaggiarlo usando il suo nome per designare una delle principali arterie della città.

La via

L’attuale Via Gioberti è situata in pieno centro ed è una delle più affollate della città durante la giornata. La strada è costeggiata da ambo le parti da una variegata costellazione di negozi. Sono rappresentati i principali protagonisti del mercato nazionale della telefonia mobile e d’internet. Presenti anche alcuni egemoni della grande distribuzione alimentare. Ma a fare da contraltare a quest’ultimi, c’è una moltitudine di ristoranti, pizzerie e pasticcerie a dimostrare che l’artigianato cittadino non è del tutto rassegnata a gettare la spugna davanti ai colossi mondiali del settore.

Infatti, la ciliegina sulla torta è la presenza di un paninaro coadiuvato dalla leggendaria simpatia quasi inerente alla sua professione all’interno di un camion che svolge anche la funzione di cucina che tramanda le prelibatezze degli antenati come la trippa, il lampredotto ed altre ricette.

Via gioberti, toc toc firenze

Non è tutto rose e fiori

In quel microcosmo fiorentino, tutto non è rose e fiori. Qualche mese addietro, ci fu una rapina a mano armata in una gioielleria della strada in piena giornata da farci balenare in mente la prima scena del film di culto per gli appassionati del genere noir degli anni cinquanta intitolato “Il bacio della morte” senza però la prontezza dell’intervento della polizia. Questo ci fa capire quanto l’immaginazione, per quanto fervida, degli artisti nella maggior parte dei casi non raggiunga nemmeno vagamente la bizzarrie della vita vissuta.

La conseguenza del colpo e la perenne situazione di crisi che attanaglia siano i commercianti siano i consumatori portarono il proprietario alla svendita per una cessione d’attività.Perciò, è aumentato il sentimento di disagio dei commercianti dinanzi all’inadeguatezza delle forze politiche e dell’ordine, inadeguatezze sulle quali preferiamo stendere un velo pietoso, di mantenere il clima propizio per il buon svolgersi degli affari che se non erriamo sarebbe l’obiettivo primordiale del potere costituito.
Infine, in ordine sparso, ci sono le profumerie, le ferramenta, i centri di bellezza e d’estetica, i bar, le tabaccherie, le profumerie, le agenzie di viaggio, le lavanderie, i negozi di abbigliamento maschile e femminile. Che ci piaccia o meno, in fondo non è così importante, essa è una delle massime rappresentazione del contributo fiorentino offerto all’altare delle divinità del consumo.

Credits: Non si sfugge alla propria nonna, Le cento botteghe

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