Viaggio tra le note delle canzoni dedicate a Firenze

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A volte la musica riesce a raccontare i lati più nascosti di una città. Andiamo alla scoperta di tutte le canzoni dedicate a Firenze.

“Firenze l’è piccina e vista da i’ Piazzale, la pare una bambina vestita a carnevale..”, cantava Pieraccioni. E non possiamo assolutamente dargli torto. Ma Firenze si sa, è tanto piccola quanto piena di tesori nascosti da ammirare. E il nostro Leonardo non è stato di certo il primo e tantomeno l’ultimo a cantarla in rima. Abbiamo così scavato un po’ nel passato (ma anche nel presente tranquilli), per fare un revival di quelle canzoni dedicate a Firenze, che hanno celebrato, cantato ma anche semplicemente citato, la città del giglio.

“La porti un bacione a Firenze”

Correva il lontanissimo 1937, e il famoso Odoardo Spadaro, che non ha certamente bisogno di presentazioni cantava “ La porti un bacione a Firenze, che l’è la mia città, che in cuore ho sempre qui..” famosissimo brano che tutti i fiorentini conoscono o hanno almeno sentito canticchiare una volta. Un brano che nella leggerezza delle sue note nasconde la sofferenza e la solitudine di chi ha dovuto lasciare l’amata città per andare a trovar lavoro altrove.

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In molti a reinterpretare questa canzone, tra cui una giovanissima Nada che nel 1971 si esibisce cantandola a Canzonissima.
Due decenni dopo, nel 1959 per l’esattezza, il celebre Narciso Parigi, cantautore di Firenze in tutte le sue forme, pubblicava quello che sarebbe diventato l’inno della città : “O Fiorentina”. Una canzone che ha fatto la storia e alla quale oggi grandi e piccini (ma soprattutto i tifosi di calcio), sono fortemente legati.

Considerato l’erede naturale di Spadaro, Riccardo Marasco esordisce invece nei primi anni ’70 con l’album “Firenze sboccata”, primo di una lunga serie di album dedicati alla sua amata e al contempo criticata città. Celeberrimo il brano di un più recente 2003, “l’alluvione”, dove Marasco narra con toni comici ma realistici l’alluvione che nel 1967 colpì Firenze, catastrofe che ha lasciato una profonda ferita nei ricordi di chi l’ha vissuta in prima persona.

L’alluvione secondo Marasco e la critica sociale dei Litfiba

Siamo nel 1980 e Claudio Villa in “Firenze sogna” canta la città in una veste notturna, dall’aspetto romantico e poetico, che fa tremare i cuori degli amanti che si abbracciano stretti sui Lungarni.

La stessa canzone viene reinterpretata dai Litfiba nel 1993, con toni tutt’altro che romantici. Si tratta infatti di un brano estratto dall’album “terremoto”, dai toni delusi e molto provocatori in cui la denuncia sociale è molto spiccata. Ma “Firenze sogna” non è la sola canzone che il Leader della Band dedica alla sua cittadina. Difatti, nel 2008, la critica sociale di Piero Pelù ormai solista continua con il singolo “Ufo su Firenze”, dove gli “Ufo” per l’appunto, rappresentano gli extra-comunitari che affollano la città.

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Il brano racchiude in se le ipocrisie e le contraddizioni di una città che trasuda cultura da ogni poro, ma che purtroppo spesso si assopisce, cadendo nell’orrore del razzismo.

Facendo un passo indietro negli anni ’80 potremo trovare Ivan Graziani con la sua “ Firenze (canzone triste)” dove si racconta di un triangolo d’amore poco fortunato tra tre giovani forestieri che si trovano in città per ragioni di studio, nello sfondo di una Firenze che esalta e amplifica i sentimenti tormentati dei protagonisti.

L’amore sempre protagonista

In “ Firenze, piccoli particolari” si parla invece di una storia d’amore appena sbocciata nell’atmosfera suggestiva fiorentina. Il brano è scritto dal duo Minghi/Chiocchio per la partecipazione di Laura Landi al Festival di Sanremo dell’edizione del 1985.
Tornando finalmente al presente non possiamo non citare il nostro Brunori S.A.S, con la sua “Lei,Lui,Firenze” datata 2011.

Una storia d’amore giunta al capolinea. Un incontro per ripercorrere momenti incancellabili. Le passeggiate, il cinema, le chiacchiere e l’inconfondibile consapevolezza che il tempo passa, ma i luoghi e le emozioni rimangono vive nei ricordi.
“Che bella Firenze le sere d’estate, le luci del centro, le nostre risate…”

 

credits: Firenze in musica, Odoardo Spadaro, Terremoto

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  • 23enne amante dei libri con i finali tristi,sostenitrice accanita della teoria della ruota che gira,ma che quando gira ormai non ti importa più niente.Bartender pel di carota a tempo pieno,studentessa di scienze politiche a tempo perso,intelligente solo quando le conviene.

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