Vittorio Cecchi Gori: il film della sua vita

Vittorio Cecchi Gori, toc toc firenze

Nell’equazione della vita di Vittorio Cecchi Gori ci sono così tante variabili e incognite che sarebbe pericoloso e presuntuoso pensare di poterla risolvere.

Quando tentare di delineare un quadro chiaro e preciso rischia di diventare una perdita di tempo, risulta invece più utile, ma non per questo più semplice, lasciar scorrere gli eventi salienti come in un film, con l’unico obbiettivo di raccontare una storia, lasciando allo spettatore e, in questo caso, al lettore, il compito e il piacere di colorare come preferisce la figura che gli viene offerta.

L’adolescenza di Vittorio Cecchi Gori, per certi aspetti, fa pensare ad alcune delle storie raccontate dalle commedie all’italiana da lui stesso prodotte.

In superficie risplendono felicità e spensieratezza, ci sono sorrisi, auto sportive e belle donne ma un retrogusto amaro impedisce il pieno godimento di questo apparente stato di quiete.

Vittorio Cecchi Gori nasce a Firenze nel 1942. Suo padre, Mario Cecchi Gori, è stata una delle figure più imponenti nel panorama della produzione e della distribuzione cinematografica in Italia e grande promotore del successo della commedia all’italiana.

Vittorio Cecchi Gori, toc toc firenze

Vittorio nasce così in un contesto di lusso e ricchezza. Cresce scorrazzando tra un set e l’altro conoscendo le figure di maggior rillievo del settore in cui opera il padre Mario, il quale tenta però di tenerlo il più a lungo possibile lontano dalle insidie del mondo dell’imprenditoria.

Vittorio finirà comunque col seguire le orme del genitore e a partire dagli anni ‘80 inizierà ad affiancarlo nella sua attività. Insieme, Mario e Vittorio, fondano nel 1984 la Cecchi Gori Silver film che quattro anni dopo sarà rinominata Cecchi Gori Group Tiger Cinematografica.

Con la loro casa di produzione promuovono i successi tra gli altri di Carlo Verdone, Francesco Nuti e Neri Parenti e lanciano il talento di Gabriele Salvatores che nel 1992 vinse l’Oscar per il miglior film straniero con il suo Mediterraneo.

Nel 1993 Mario Cecchi Gori muore per problemi cardiaci e il film della vita di Vittorio subisce una forte scossa allontanandosi dal genere della commedia brillante per imboccare la strada più tortuosa del film d’azione.

Dal 1990 papà Mario era stato Presidente della Fiorentina e alla sua morte il figlio Vittorio prese il suo ruolo a capo della società viola con la quale collezionò (grazie anche all’asso del pallone Gabriel Batistuta) la vittoria di due Coppa Italia e una Supercoppa italiana.

Vittorio Cecchi Gori, toc toc firenze

La fortuna del gruppo Cecchi Gori come produzione cinematografica continuò anche senza l’occhio esperto e vigile del padre. Vittorio dimostrò di avere talento, scoprì figure che riscossero un vero e proprio successo tra il pubblico italiano, tra questi Leonardo Pieraccioni, Antonio Albanese e il regista Paolo Virzì.

Vittorio Cecchi Gori, toc toc firenze

Tra il 2001 e il 2002 un inaspettato colpo di scena ribaltò le sorti di Vittorio. La trama della sua vita si infittisce e il film diventa un vero e proprio thriller di spionaggio dal finale aperto.

Nel 2001 Vittorio viene accusato di riciclaggio di denaro e durante una perquisizione in casa sua ordinata dalla Questura viene trovata una consistente quantità di cocaina.

L’anno dopo viene coinvolto in una grave crisi finanziaria, la Fiorentina terminò la stagione 2002 all’ultimo posto e il Tribunale di Firenze decretò il fallimento della società. Da questo momento in poi gli eventi sono andati sempre di più precipitando, fino alla condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.

Vittorio non ha però mai ceduto alle accuse e in più occasioni è riuscito a dimostrare la sua innocenza e l’effettiva esistenza di cospirazioni ai suoi danni. Così come non ha mai ceduto è anche vero che Vittorio non è mai riuscito a risollevarsi del tutto.

Nel 2008 e nel 2011 viene accusato di bancarotta fraudolenta causata da sospette operazioni di mercato ma la ferita più grave è quella che gli viene inferta nel 2013 con la confisca del capitale sociale della società Cecchi Gori, Cinema e Spettacolo e con la messa all’asta e la perdita di tutto l’archivio cinematografico collezionato in una vita di lavoro.

Anche se l’epilogo burrascoso prende il posto del lieto fine si tratta comunque di una storia complessa e avvincente, con colpi di scena e misteri irrosolti. Una storia da leggere e raccontare.

 

Credits: Wikipedia, guide.supereva.it

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