Vittorio Gassman e la Bottega Teatrale di Firenze

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Che cosa c’entra il grande Vittorio Gassman con Firenze? E perché è importante per la nostra città?

Probabilmente non ci hai mai fatto caso, ma se ti ritrovi a passare per via Santa Maria – in Oltrarno, poco dopo Palazzo Pitti arrivando da Ponte Vecchio – alzando la testa all’altezza del civico 25 noterai questa targa:

“Vittorio Gassman

Grande attore internazionale e maestro

In questa sede ebbe negli anni Ottanta

La sua Bottega Teatrale

Frequentata da giovani di tutto il mondo”

Proprio così! Il celebre “mattatore” della commedia all’italiana, attore e regista versatile con il cuore radicato nel teatro, aveva fondato proprio a Firenze la sua scuola di recitazione.

Nonostante i successi ottenuti sul grande schermo e gli indimenticabili personaggi che lo avevano reso noto al vasto pubblico – come dimenticare il Giuseppe Baiocchi dei Soliti ignoti, il Bruno del Sorpasso e Brancaleone da Norcia con la sua scalcinata armata? – Vittorio Gassman, nel corso della sua lunga carriera, non rinunciò mai alla passione per il teatro.

vittorio gassman, toc toc firenze

Riportare il teatro classico tra la gente

Era proprio in teatro, infatti, che aveva cominciato a recitare sin da giovanissimo, frequentando l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, ed era al teatro che era tornato con decisione negli anni Sessanta costituendo il Teatro Popolare Itinerante, progetto che aveva l’ambizione di riportare il teatro classico tra la gente.

E a Firenze Gassman fondò nel 1979 – con l’aiuto dell’allora direttore della Pergola, Alfonso Spadoni – la Bottega Teatrale, vera e propria scuola di recitazione che divenne in breve tempo un’eccellenza nel panorama nazionale e non solo.

Nella Bottega fiorentina si lavorava sodo grazie alla guida sapiente ed esigente di Gassman stesso che ne fu direttore fino al 1992, anno in cui la scuola chiuse i battenti a Firenze e si trasferì a Prato. Già dal 1988 però la Bottega non aveva più sede in via Santa Maria, ma era stata spostata al Cinema Colonna a causa di lavori di ristrutturazione.

A distanza di pochi anni dal trasferimento a Prato, la Bottega chiuse definitivamente nel 1994 per mancanza di sovvenzioni.

Triste sorte per quella scuola così importante che tra gli insegnanti vantava Giorgio Albertazzi, Orazio Costa ed Ettore Scola, e che nel corso degli anni aveva attirato personalità eminenti del mondo dello spettacolo: Eduardo De Filippo, Jerzy Grotowski, Andrzej Wajda, Anthony Quinn, Jeanne Moreau, Vittorio Mezzogiorno, Suso Cecchi D’Amico, Roberto Benigni, Adolfo Celi, solo per citare alcuni nomi di coloro che collaborarono con la Bottega.

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Un’eredità inestimabile

Adesso in via Santa Maria non c’è più la piccola Bottega Teatrale di Gassman, ma un’altra piccola grande bottega, anzi un cantiere! I locali che un tempo avevano ospitato la scuola di recitazione, infatti, si sono trasformati oggi nei Cantieri Goldonetta (CANGO): casa per artisti nomadi e sala teatrale, nonché sede di residenza della compagnia di Virgilio Sieni.

Ma la Bottega del “mattatore” ha lasciato dietro di sé qualcosa di più che un bel ricordo: i suoi allievi – tra cui Anna Maria Barbera, Giulio Base e lo stesso Alessandro Gassmann – che, diventati stimati professionisti, calcano ancora oggi le scene e che nel 2012, al Teatro Quirino di Roma, hanno ridato vita per una sera alla Bottega con un omaggio dedicato al loro maestro e all’esperienza fiorentina.

E noi, che a Firenze ci viviamo, passando in via Santa Maria o riguardando per l’ennesima volta L’armata Brancaleone La grande guerra possiamo pensare divertiti che Vittorio Gassman, in fondo, fosse anche un po’ fiorentino.

credits: Gassman, Il sorpasso, Brancaleone

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