Breve storia di “Pisa merda” e in generale dell’odio verso i pisani

 “Ahi Pisa, vituperio delle genti”.

Dante, canto XXXIII, Inferno

 

Perché Pisa merda?

L’espressione “Pisa merda” in Toscana sembra un mantra, ci si rende subito conto che tutti odiano un po’ i pisani, tranne, ovviamente, i pisani stessi. E’ un fattore antropologico che ha radici molto lontane e per riuscire a scovare il seme di questo astio che dura da secoli dobbiamo fare un piccolo viaggio nel tempo. Firenze e Pisa hanno origini antiche e nonostante i piccoli screzi possiamo dire che il punto di rottura definitivo avvenne del 1200, quando le due città parteggiavano per fazioni opposte: Firenze per i Guelfi e Pisa per i Ghibellini. La lotta tra Guelfi e Ghibellini iniziò con la guerra per la corona imperiale alla morte di Enrico V tra le casate bavaresi e sassoni contro quella sveva. Quest’ultima, con Federico I Barbarossa, acquisì la corona imperiale e cercò di consolidare il suo potere nel Regno d’Italia. Nacquero così le due fazioni: i guelfi appoggiavano il papato e i ghibellini l’impero.

Oltre le ragioni puramente politiche dobbiamo ricordare che a quel tempo il potere si quantificava in terreni e scambi commerciali. Firenze, nel XII secolo, era il fulcro dell’economia toscana ma non aveva sbocco sul mare. Per ottenere l’opportunità tanto agognata di arrivare al mare decisero di pagare dazio a Pisa, almeno fino a quando non divenne troppo impegnativo. Ed è proprio da questa rivalità ha origine anche un’altra particolarità toscana: l’uso di pane “sciocco”, cioè non salato, di cui già abbiamo parlato.

Comunque sia, questo gabella così esosa spinse i Medici a puntare tutto su Livorno: grazie ad un un’imponente opera di ingegneria, che portò alla costruzione del porto Mediceo e rivoluzionò l’intero sistema dei canali che circondano la Fortezza, i fiorentini raggiunsero il loro obiettivo scavalcando i troppo onerosi pisani.

La lotta per l’egemonia portò quindi all’eterno scontro tra la torre e il campanile di Giotto. I fiorentini ebbero la meglio e i pisani riuscirono a non farsi amare dalle più grandi città comunali.

pisa merda, toc toc firenze

Pisa, l’eterna odiata

Pisa fu in assoluto la repubblica marinara più odiata, considerata eretica, spregiudicata e attaccabrighe. Fu l’unica a dichiarare guerra a tutte le altre tre repubbliche marinare, pur di evitare un concilio ecumenico decise di assalire le navi che trasportavano i vescovi francesi all’isola del Giglio e dopo questo evento, essendosi macchiati del delitto di “rapimento di prelati”, venne considerata eretica e scomunicata.

La memoria dei popoli è un meccanismo di ricordi di epici eventi e per questo spesso ne ritroviamo traccia nei detti popolari come “T’avessi in culo ti caerei alla Meloria!”, detto che rievoca la sconfitta pisana al largo della costa livornese da parte della flotta genovese, fino al celeberrimo “Pisa merda“.

L’acredine maggiore riguarda principalmente la contrapposizione Pisa – Livorno. Proprio questi ultimi sono i più fantasiosi nel creare idiomi e freddure sul popolo pisano diffondendo il “verbo” in tutta la regione.

La Toscana è una terra piena di rivalità e campanilismi, quindi non solo i fiorentini odiano i pisani, ma i pisani odiano i livornesi, i senesi odiano i fiorentini, Lucca odia Pisa, Pistoia odia Prato e via dicendo. Dal medioevo strascichi di cultura, credenze e vecchie bandiere sono giunte ben salde ai giorni nostri ma alla fine “siamo toscani, si fa pe’ ridere!

 

Credits: ildrugo80

 

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