Bright e i ricercatori di Firenze. Intervista a Mario Piccioli

ricercatori di firenze

Conosciamo oggi il professor Piccioli. Anch’egli tra i ricercatori di Firenze attivi per Bright.

Vediamo di cosa si occupa.

Mi occupo di Risonanza Magnetica Nucleare. Attraverso l’utilizzo di alti campi magnetici possiamo studiare la struttura delle proteine, per poi capire il funzionamento dei processi biologici. Per esempio, io sto studiando la “machinery” che, negli uomini, è responsabile della sintesi all’interno della cellula di cluster Ferro-Zolfo.
Si tratta di proteine che svolgono moltissime funzioni: per esempio alcune fanno parte della catena respiratoria, oppure altre sono associate allo sviluppo di malattie come la Ataxia di Friedrichs. Per fare un esempio molto concreto, una di queste proteine é coinvolta nella produzione di forfora e muffe. Alcuni shampoo commerciali per esempio contengono un composto che, bloccando il funzionamento di una proteina Ferro-Zolfo, limita la produzione di forfora.

ricercatori di firenze

E’ solo un caso, la Risonanza magnetica nucleare ha tantissime applicazioni importanti, comprese quelle che riguardano la bio-medicina e la salute. Per esempio, attraverso la analisi NMR di campioni di sangue ed urina é possibile con questa tecnica ottenere cio’ che chiamiamo il “fenotipo individuale”, ovvero una mappa di tutti i metaboliti prodotti da un individuo, un risultato che offre una sorta di impronta digitale attraverso la quale possiamo per esempio, individuare la propensione di un individuo nei conrfonti di una determinata malattia.
Sono tutte attività che vengono svolte al Centro di Risonanza Magnetica (CERM) che si trova nel Polo di Sesto Fiorentino e che rappresenta, anche se i cittadini di Firenze non lo sanno, una autentica eccellenza nel mondo.

L’idea della notte dei ricercatori porta il nome della prodigiosa scienziata franco polacca Marie Sklodowska Curie, ed è il punto di raccordo dei ricercatori europei per supporto, finanziamenti, progetti e iniziative volti alla divulgazione e allo sviluppo della ricerca scientifica. Quali sono i benefici tratti, i traguardi raggiunti dai ricercatori di Firenze nel suo campo specifico?

Sottolineerei due aspetti:
1. I programmi europei sono essenziali per la sopravvivenza ed il sostegno dei centri di ricerca quali il CERM. Per fare la ricerca occorrono persone, brave e motivate; il programma Marie Curie offre la possibilità di ospitare studenti eccellenti. Il vantaggio per la ricerca é ovvio, ma c’è anche un aspetto culturale più generale che vorrei sottolineare. Grazie a questi programmi noi siamo in grado di attirare a Firenze non solo studenti di arte, o studenti americani in cerca di un semestre di vacanza, ma anche tanti europei che vengono a Firenze per fare ricerca, e che riporteranno nel loro paese l’immagine di una città che non è solo “la culla del rinascimento” ma anche un luogo di eccellenza nella ricerca scientifica in Europa.

Il programma Marie Curie fa bene anche a noi ricercatori. L’Unione Europea  ci sta spiegando, con questi programmi, che lo scienziato non deve essere solo un individuo chiuso in un laboratorio a fare esperimenti che pochi altri comprendono, ma deve essere in grado di spiegare alla  “società” il risultato ed il senso del proprio lavoro.
E’ un concetto semplice ma molto più complicato di quanto sembri: siamo abituati a “chiacchierare” di sport, di politica, di musica, di cinema, di televisione, di automobili, etc.. perché non potremmo “chiacchierare” di scienza?

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Quella appena trascorsa è stata un’estate di docce fredde in un clima decisamente bollente in merito alla scarsità  dei fondi destinati alla ricerca. Quali sono gli ostacoli da superare, secondo lei che vive da insider questo settore, e che suggerimenti propone?

Pensiamola in modo semplice: se ci sono i soldi per la ricerca scientifica si può fare la ricerca scientifica, se non ci sono, non si può fare. Poi si può discutere di programmi specifici, ottimizzazione delle risorse,  qualità della formazione etc.. ma il problema è più fondamentale: se alla ricerca in Italia tocca il 1% del PIL mentre altrove è il 3%, è ovvio che in Italia la ricerca non sarà la stessa che altrove.

A Firenze, come in altre città , questa notte serve a far conoscere il lavoro del ricercatore anche alle famiglie a ai bambini. Cos’è che il grande pubblico non sa della giornata tipo di un ricercatore?

Quando sono a Londra, ma anche a Barcellona, e mi chiedono che lavoro faccio e rispondo “ricercatore”, alle persone si illuminano gli occhi e ti chiedono “bello, raccontami un po’ di cosa ti occupi”. In Italia ti guardano con un po’ di sospetto, quasi a dire “insomma, sei un fannullone, o un imboscato..” La colpa è anche di noi scienziati che spesso non sappiamo spiegare cosa facciamo, ma c’è comunque un percorso enorme che dobbiamo fare in Italia ed è un problema di “sistema”: se si pensa che la scienza non sia interessante non se ne parla sui giornali, non la si insegna a scuola.

Cosa consiglia ai giovani che intendono perfezionare gli studi, intraprendendo la strada della ricerca nel 2014?

Di essere veloci. Veloci nel laurearsi, nell’apprendere quello che c’é da apprendere in un luogo per poi spostarsi da un altra parte, usare i programmi di mobilità che L’Europa mette a disposizione per fare piu’ esperienza possibile, di fare della “traslazionalità”, la propria arma. La traslazionalità é la capacità di trasferire le proprie competenze all’interno di un altro filone di ricerca, per esempio un chimico deve sapere mettere le proprie competenze al servizio di un medico o di un biologo e viceversa. Se quello che sai fare non riesci a “trasferirlo” in un altro settore, la tua conoscenza é sterile. Se metti le tue competenze al servizio di qualcuno che ha competenze simili alle tue, vi capirete perfettamente ma imparerete poco l’uno dall’altro.

 

Il prossimo incontro con i ricercatori di Firenze sarà con la professoressa Perulli, associata di Sociologia Generale dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. Conosceremo cosa fa nell’ambito della ricerca sui processi sociali per analizzare la complessità del mondo che ci circonda. Lavoro, disuguaglianze sociali, immigrazione, famiglia e sviluppo i temi analizzati dal laboratorio CAMBIO, progetto questo che dal 2011 è oggetto di un intenso dibattito tra le pagine della omonima rivista.

ricercatori di Firenze

Per tutte le notizie sulla notte dei ricercatori di Firenze clicca qui. Il programma dettagliato dell’evento invece, puoi trovarlo qui.

Cresdits: www.cerm.unifi.it

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  • 26 anni. Laureata in Strategie della Comunicazione Pubblica e Politica presso la scuola di Scienze Politiche C. Alfieri di Firenze e consulente digital freelance. Mi occupo di Social e di comunicazione online. Ogni tanto scrivo. Nel tempo libero divoro libri e cioccolata fondente.

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