Caterina dei Medici, la madrina del bon ton francese

caterina dei medici

Se diciamo Francia cosa ci viene in mente? Moda, buon cibo, profumi e buone maniere secondo i classici stereotipi

E cosa direste se vi dicessimo che tutto questo deriva da Firenze? Non è uno scherzo, ma la verità e per raccontarvela facciamo un grande passo indietro, al 1533. In quest’anno si celebrò il matrimonio tra Caterina dei Medici e Francesco I di Francia. Ed è proprio su questa donna, resa controversa dalle pagine di storia, che si fermano i nostri riflettori. Fu Caterina infatti a portare in Francia molte delle abitudini fiorentine dell’epoca, che i francesi poi rielaborano come pilastri della loro cultura.

caterina dei medici

Non ci credete? Iniziamo dall’abbigliamento!

Caterina dei Medici amava cavalcare all’amazzone. Questa era già una novità per gli ambienti francesi, ove le donne cavalcavano con entrambe le gambe da un lato. E, la sovrana di Francia, per poter galoppare in quel modo, indossava un particolare tipo di intimo chiamato “calzoni alla galeotta” o bragesses. Gli antenati delle nostre mutande. A quei tempi non si usavano intimi, solo le ballerine e gli atleti lo facevano; ma Caterina introdusse questa “moda” anche nella Corte francese.

Ragazze, amate i tacchi alti? Ringraziate Caterina dei Medici

Fu lei la prima ad indossare le scarpe con il tacco per bellezza, il giorno del suo matrimonio. Prima di allora, erano usate solo per cavalcare, in modo da non far sfuggire il piede dalla staffa.

E ancora i profumi: Caterina usava regolarmente delle boccette che si portava spesso al naso durante le pubbliche udienze per proteggersi dai cattivi odori e si spalmava il corpo con un’acqua profumata che subito divenne un “must have” dell’epoca. Pomander, fu chiamato il profumo, per la somiglianza delle ampolle con i melograni.

E per quanto riguarda il galateo…

Caterina introdusse nella Corte più Elegante d’Europa l’uso della forchetta, posata già ampiamente usata nei salotti dell’ élite fiorentina. Ma fu in cucina che avvenne la vera rivoluzione: Caterina dei Medici era quella che oggi in tono gergale si definirebbe “una buona forchetta” e portò in Francia cuochi e pasticceri che insegnarono agli chef della Corte le ricette fiorentine.

caterina dei medici

In pochi anni, la salsa colla fu chiamata “bechamel”, le pezzole della nonna divennero “crepes”, le crespelle “omelettes”. L’anitra al melarancio divenne la “canard à l’orange”, la zuppa di cipolle fu chiamata “soupe d’oignon” . E questi, ancora oggi, sono i piatti più famosi della nouvelle cousine.

Ma non è finita qui: partendo dai crostini di fegato toscani ( o neri) i cuochi della corte crearono il “patè de foie” e dai baci di dama furono creati i “macarons”, dolcetti divenuti famosi sopratutto negli ultimi anni.

Altro? Sì. I cuochi di Caterina non insegnarono soltanto ricette che diventeranno la base della cucina francese, ma introdussero ingredienti sconosciuti per l’epoca come gli spinaci, l’olio, i fagioli bianchi, i piselli e i carciofi.

Come ultima cosa, va ricordato che Caterina portò Oltralpe anche il gelato del Buontalenti e che, in onore del suo matrimonio, lo chef Popelini creò il profiteroles.

Caterina dei Medici portò come dote la cultura, gli usi e i costumi di Firenze e noi fiorentini possiamo dunque affermare di essere gli antenati dei nostri amati ed odiati cugini francesi.

le cirque firenze

credits: accademia del profumo,  adventure rocks, wikipedia

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  • Fiorentina. Divoratrice di film, di libri, di telefilm. Scrittrice per passione, Studentessa di giurisprudenza che aspira al giornalismo, che altro?

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