Comics e Dintorni: la più antica fumetteria di Firenze

Oltre viale Morgagni, i cantieri della tramvia e anche oltre l’ospedale di Careggi, sorge la fumetteria Comics e Dintorni di Mauro e Riccardo. Un’avventura cominciata più di vent’anni fa da un’edicola.

Non il solito inizio

La prima cosa che noti quando entri nel negozio, oltre alle sue notevoli dimensioni, è la quantità impressionante di fumetti sugli scaffali. C’è letteralmente di tutto, tutto disposto secondo un ordine preciso. Eppure la sensazione che si prova non è di oppressione, di sovraffollamento. Anzi. È una piacevole sensazione di accoglienza, quasi il negozio ti dicesse: benvenuto, qui sei tra amici e abbiamo quello che cerchi. Ed è così da molto tempo. Da ben 26 anni.

Comics e Dintorni
Foto di Lorenzo Perilli

Era il 21 settembre del 1992, quando nel cuore di Rifredi nacque la fumetteria Comics e Dintorni.
“Io e il mio socio ci conosciamo dal primo anno di liceo” racconta Mauro, fondatore, insieme a Riccardo, di Comics e Dintorni. “Abbiamo studiato all’istituto di Agraria insieme. La nostra formazione scolastica avrebbe dovuto portarci da tutt’altra parte. Invece, eccoci qui”. Il negozio non nasce subito. Ci vuole un po’ prima che decidano di aprire il negozio. “L’idea di aprire il negozio fu più del mio socio che mia. Tra i due, io ero il più appassionato di fumetti, ma non avrei mai proposto di fare una cosa del genere. Troppa paura di fallire. All’epoca avevamo un’edicola, poi decidemmo di “splittare” le attività con il negozio. Poi hanno preso il sopravvento il negozio e i fumetti“.

Un piccolo passo per l’Uomo

Gli anni ’90 sono stati un periodo particolare per i fumetti. Arriva il boom dei fumetti e il genere comincia ad uscire dalla nicchia culturale. Come racconta Mauro, in quel periodo comincia l’importazione dei comics dagli Stati Uniti, nasce la “Image Comics” che ha creato molti scompigli anche dall’altra parte dell’oceano. Il negozio ha cominciato a muovere i primi passi in un momento di grande fermento, in cui venivano pubblicati fumetti come “Il ritorno del Cavaliere oscuro” e “Watchmen“. “L’inizio non è stato banale, la zona non è molto trafficata. Ha però il vantaggio di avere affitti abbastanza bassi. La nostra idea era quella di lavorare su una clientela che conosce il prodotto, non lettori casuali”.

Foto di Lorenzo Perilli

All’inizio, per far conoscere “Comics e Dintorni“, era necessario fare un grosso lavoro di promozione. “Andavamo a feste de L’Unità, mostre mercato…quasi una mostra o due al mese per i primi due anni per farci conoscere“.

Reparto geriatria nerd

Rifredi ha subito, negli anni, dei cambiamenti significativi a livello identitario. Quartiere operaio prima, si è poi re inventato in parte come quartiere universitario.

Ed è da questi cambiamenti che “Comics e Dintorni” ha saputo attingere. “Qui vicino c’è la casa dello studente, ci sono le università e Careggi. Abbiamo attinto agli studenti per ampliare la clientela. Alcuni dei nostri clienti saranno poi i nostri geriatri quando saremo rintronati e saremo ricoverati in ospedale!

E in alcuni casi è successo davvero, spiega Mauro. È capitato di ritrovare in ospedale dei  clienti che avevano conosciuto quando erano studenti universitari all’inizio del loro passaggio in negozio. Ora invece sono medici. “Io mi sono ritrovato a fare delle analisi casualmente con una persona a cui do del tu e che da vent’anni frequenta il negozio. L’ho conosciuto da studente universitario e adesso è medico a Careggi. E come lui, altri”.

Più che una nicchia, un condominio

Negli anni il pubblico del fumetto si è ampliato, un po’ perché il mezzo fumetto è stato sdoganato un po’ per moda. E ampliandosi, si conoscono persone nuove. Secondo mauro, “Anche se si è allargato, il mondo del fumetto resta una nicchia, anzi, un condominio. Però gli appassionati restano tali e restano fedeli, sia per il servizio sia perché si crea un rapporto che diventa di amicizia, di rapporto continuativo. Abbiamo i numeri l’uno dell’altro, addirittura.”

Comics e Dintorni
Foto di Lorenzo Perilli

Per fortuna che il pubblico si è allargato, perché comunque bisogna pagare le bollette e pagarsi lo stipendio. Addirittura, racconta Mauro, hanno un cliente in Australia! E prosegue:”Esiste una parte di passione dalla parte di chi vende, però esiste anche una parte banalmente commerciale che non devi trascurare. Molte fumetterie sono nate e morte negli anni perché spesso la passione prende il sopravvento sulla logica di mercato“.

La conta dei presenti

Attualmente, “Comics e Dintorni” è la più vecchia di fumetteria di Firenze. Ma la storie delle fumetterie fiorentine risale agli anni ’80. La prima fumetteria in assoluto, a Firenze, nacque alla fine degli anni ’80. Si chiamava “Tempi futuri“, in via dei pilastri. Chiuse verso la metà degli anni ’90. Come spiega Mauro, “Per fumetteria si intende un negozio che venda sì i fumetti da collezione ma anche le uscite nuove, sia da libreria che da fumetteria che da edicola. All’epoca le uscite da fumetteria non esistevano, quello che usciva in edicola usciva anche nel negozio di fumetti”.

“Esistono case editrici che lavorano tramite distribuzione in fumetteria e altre che lavorano tramite la distribuzione in fumetteria e libreria. Anche chi lavorava quasi esclusivamente sulle edicole ha dovuto cambiare metodo, perché le edicole si sono quasi dimezzate negli ultimi dieci anni“.

Comics e Dintorni
Foto di Lorenzo Perilli

Apocalittici e Integrati

Che ci sia un atteggiamento snob nei confronti del fumetto è cosa nota, lo diceva già Umberto Eco. Il passo successivo diventa affrontare lo snobismo verso alcuni tipi di fumetto. “Da una parte fa figo e snob occuparsi del fumetto, soprattutto di una certa tipologia di fumetto. Dall’altra parte è però vero che molta gente, grazie ad autori come ad esempio GIPI, Zerocalcare e Manuele Fior e alle mostre che vengono fatte, stanno vedendo che esiste  una letteratura interessante anche nel fumetto”.

“Il fumetto sta acquisendo una sua dignità, è una forma di espressione. Se prima, leggere fumetti da ragazzo equivaleva ad essere trattati come dei rincoglioniti, oggi invece non è più così. Una volta venivi visto come un decerebrato se leggevi fumetti a 15/16 anni. Oggi invece fa figo leggere fumetti e averli in casa”.

Tipi da fumetteria

Quando si pensa ad un negozio di fumetti, si pensa spesso ad un microcosmo pieno di stramberie e soggetti da internamento psichiatrico. “Come tutte le passioni possono essere più o meno forti, e le discussioni una volta erano più del tipo chi fosse più forte tra La Cosa e Hulk. Puoi cambiare i soggetti, puoi cambiare i gusti, puoi cambiare gli autori però le discussioni sono più o meno su quel livello”.

Qui si possono dire cose che, se ti sentissero per strada, ti prenderebbero per pazzo. Quando dici che hai svuotato una libreria per far posto a dei volumi e hai dovuto imballare tutto, se lo dici qui dentro tutti o quasi possono capire. Se lo dici al bar sotto casa chiamano qualcuno perché magari pensano che hai dei problemi mentali”.

Comics e Dintorni
Foto di Lorenzo Perilli

“Quando qui racconto che a casa mia ho librerie anche sopra le porte, sotto le finestre, e che ho una stanza con 12 metri di pareti attrezzate di librerie, nessuno si stupisce. Se lo racconto ad una cena di amici, mi guardano male. Lo stesso quando vengono a casa mia e si accorgono che ho dei cassetti a misura per gli LP, che mi sono fatto fare apposta. Per me non è folle, per chi viene qui non è folle, per altri invece lo è. Poi c’è magari chi spende centinaia di euro per andare allo stadio, e per me è altrettanto folle. Siamo un po’ strani ma ne siamo felici“.

Un habitat protetto

In un mondo in cui le mode cambiano rapidamente nell’arco di poco tempo, sentirsi inadeguati e giudicati dagli altri è un rischio concreto. Poi, per fortuna, ci sono posti come “Comics e Dintorni” dove ti senti a casa. Perchè Comics e Dintorni, come dice lo stesso Mauro, è un ambiente protetto. “Qui se dici metti a posto la candela capiscono che stai citando Frankenstein Jr e ti continuano a citare frasi di quel film. Se lo fai in un negozio di abbigliamento magari ti prendono per pazzo. Sono situazioni da negozi specializzati, come può essere un bar sport o un negozio di dischi. Cambiando il target, il risultato non cambia”.

Comics e Dintorni
Foto di Lorenzo Perilli

“Ci sono poi i clienti particolari: chi vuole l’albo perfetto, chi l’edizione speciale, chi il vecchio fumetto uscito nel ’73 ma con una cover particolare. Sono piccole malattie, qualcuna più grave, qualcuna meno. Però fondamentalmente sono tutte curabili e non danno noia a nessuno. Quindi ben vengano”.

Passioni che uniscono

Alcune passioni sono più tollerate di altre. Quello che spesso si dimentica è la socializzazione e la condivisione legate a queste passioni. Il fumetto non fa eccezione. Luoghi come un negozio di fumetti, un negozio di dischi, in generale dove ci sia una passione dietro, diventano dei piccoli circoli. I clienti sono abitudinari, passano quando staccano da lavoro. Si incrociano spesso sempre i soliti, che col tempo fanno amicizia.

Comics e Dintorni
Foto di Lorenzo Perilli

“Fa piacere – dice Mauro-che sia un ambiente tranquillo in cui la gente socializza. Alcuni dei clienti sono amici con cui facciamo le ferie insieme. Con alcuni abbiamo dei punti in comune prettamente fumettistici, con altri ci possono essere affinità extra fumettistiche. Quindi possono nascere delle amicizie anche al di fuori del semplice quarto d’ora passato in negozio. Devi cercare di creare un discorso di fidelizzazione non solo sul prodotto, ma soprattuto sul servizio, l’affabilità, la partecipazione. Rispetto ad altri lavori, se in questo non ci metti un po’ di passione dopo poco muori“.

E per il futuro? “Arrivare alla pensione! Scherzi a parte, continuare. Siamo dei fortunati, ce ne rendiamo conto, perché facciamo un lavoro che ci piace. Fa parte del lavoro sapere che ci sono molte cose pacco da fare. La parte divertente è quando arrivano le uscite nuove, sfogliarle e consigliarle ai clienti. Fondamentalmente, speriamo di poter arrivare alla pensione facendo questo lavoro. Ci diverte ed è piacevole“.

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  • Sono nato a Firenze ma (ahimè) vivo nel Valdarno. Fumettaro incallito e appassionato di basket col desiderio di fare il giornalista.

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