Fiorentina – Inter: il ritorno nostalgico del pantaloncino nero

Fiorentina-Paok Salonicco, Toc Toc Firenze

Fiorentina-Inter: sarà un caso che col ritorno dei pantaloncini neri sia tornata la vittoria in casa?
Sarà un caso che coi pantaloncini neri sia ritornato il bel gioco al franchi? Sarà un caso che coi pantaloncini neri abbia segnato anche Tomovic?
Beh, su quest’ultimo punto potremmo dire di sì ma passiamo oltre, perchè quel colore a contrasto col viola ha riportato i tifosi gigliati indietro nel tempo in ricordo dell’ultimo scudetto targato 1969.
Non sappiamo sinceramente se verranno utilizzati per tutta la stagione, ma intanto la nostra quotidiana boccata d’aria fresca ce la siamo presa, in memoria di tempi ormai passati.
Adesso chiudiamo coi ricordi nostalgici e passiamo al campo che per questa giornata ci ha regalato uno spettacolo veramente da ovazione.
Montella l’ha definita la partita perfetta e, a detta nostra, se non lo è stata poco ci manca.
Sicuri di sé, cinici, aggressivi e ben organizzati con un Pizarro che quando dice di giocare diventa una macchina spaventosamente devastante.
Non smetteremo mai di sottolineare l’importanza di un fuoriclasse come lui, abilissimo nel recuperare i palloni e nel far ripartire il gioco in maniera magistrale.
Senza dubbio il nostro grande punto di forza è stato il centrocampo, con gli altri tre interpreti (Kurtic, Aquilani e Mati Fernandez) autori di una prestazione da Oscar del calcio.

La nota più bella della serata arriva però in avanti, con Babacar che ha messo in atto una prestazione da vero campione. Il suo gol è un misto di intelligenza, forza e tecnica. Meraviglioso, in assoluto il ragazzo sta conquistando sempre di più i nostri cuori viola orfani delle punte di diamante Rossi-Gomez.
Poco importa se il ragazzo non ha esperienza (anche se sembra averne a palate), il giovane senegalese ci emoziona anche se sbaglia, ne apprezziamo il gesto consapevoli che prima o poi la gioia del capolavoro te la regala, un po’ come ieri, in fondo il brindellone ha ancora 21 anni.
Poi c’è lui, Cuadrado, ovvero la mina vagante.
Non sai mai cosa gli passi per la mente, lui vaga, senza meta, ma con un obbiettivo ben preciso. Non ha una posizione ben definita in campo ma quando vuole, quando decide che il momento è opportuno, spacca in due intere squadre con giocate e invenzioni da campione puro.
Una Fiorentina e un calcio senza Cuadrado sarebbe un calcio più grigio, senza quella pennellata di imprevedibilità che in fin dei conti è un po’ il sale di questo sport.
Anche in questo caso non sappiamo cosa succederà a Juan per quanto riguarda il futuro, ma noi, per ora, ce lo godiamo così con quell’undici sulle spalle e (speriamo) i pantaloncini neri.
Perciò bravi, bravi e ancora bravi.
Siete finalmente riusciti a far tornare il sorriso ad una piazza che mai come adesso ne sentiva il bisogno.
Poi diciamoci la verità, ha segnato anche Tomovic, cosa potremmo mai volere di più in questo momento?
Adesso pausa per una settimana e poi si riprende con l’anticipo domenicale all’ora di pranzo, sempre al Franchi contro la Lazio, in un matach che se vinto potrebbe portare in casa viola un’ondata di entusiasmo enorme.
Forza ragazzi, che Tomovic ha purgato ed il Mazzarrismo è stato abbattuto!

Credits: Tifosi Viola

 

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Edoardo Baracco

Nato a Fiesole, studio, si fa per dire, scienze della comunicazione. Vivo il calcio quasi come fosse una religione e ho una grande passione per la cucina. Nel tempo libero studio batteria, coltivando un piccolo sogno che è quello della Musica.

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