I film ambientati a Firenze che non conosci

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Quando si parla di cinema nella nostra bella Firenze, il primo film a venirci mente è sicuramente Amici miei. Ma ci sono molti altri film ambientati a Firenze.

Se siamo fiorentini veraci potremmo citare i film di Alessandro Benvenuti, regista che ha da sempre fatto gli onori della Città del Giglio, e che proprio in questi giorni sta girando il suo nuovo corto “A ì Nait” a Pontassieve (prodotto da Ecoframes e finanziato anche dal Fondo Incoming della Toscana Film Commission). Se invece non siamo appassionati del cinema alla Pieraccioni, ed amiamo quello di oltremanica, citeremo invece i più romantici Ritratto di signora e Camera con vista.Le strade di Firenze, però, hanno ospitato più volte le riprese di film di cui nessuno parla, o che spesso ci dimentichiamo di menzionare: dei veri e propri capisaldi nei loro rispettivi generi, che abbiamo rivisto apposta per voi.

Incompreso (vita col Figlio) – Comencini 1966

Una delle storie più intime e profonde mai scritte a Firenze. Il film di Comencini narra la storia di Andrea, bambino di 8 anni, che vive con dolore l’inaffettività del padre (console inglese a Firenze), che non riesce ad esprimergli più affetto dopo la morte della moglie. L’inclemenza e l’occhio disincantato del regista nel rappresentare un dramma familiare rendono questo film un gioiello che riesce a scuotere profondamente lo spettatore senza bisogno di artefici, se non le musiche di Mozart.

Cronache di Poveri Amanti – Lizzani 1954

All’altezza di Via del Corno si svolge una delle storie più fiorentine in assoluto: la storia di Mario, tipografo innamorato della giovane Bianca, che si scontra con la nascita del fascismo nel quartiere di Santa Croce. Perché sì, Firenze è una città che ha ospitato partigiani illustri, ma è anche stata una delle città più fasciste d’Italia. E questo Mario lo vivrà sulla sua pelle, fra pestaggi e dazi da pagare. Un affresco intelligente che valse al film tratto dal romanzo di Pratolini, il Prix international a Cannes.

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Paisà – Rossellini 1946

Diviso in sei episodi, di circa venti minuti ognuno, Paisà è il fiore all’occhiello del Neorealismo italiano. Il terzo occhio, tutto registico, di Rossellini, si muove elegantemente per le strade di una città in rivolta, la cui guerriglia è solo un pretesto per introdurre una storia intima: la storia di una crocerossina, una volontaria inglese di nome Harriet, che cerca il suo amato Guido, capo partigiano. Questo capitolo del film tocca, senza infiocchettamenti da cartolina, tutti i luoghi simbolo di Firenze (dal Ponte Vecchio al Corridoio Vasariano) e rappresenta, con i suoi 20 minuti, uno degli episodi più belli del cinema italiano.

 

Credits: Ivid.it

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  • Filmmaker di formazione umanistica, una laurea in Lettere, pensa che la vita sia un viaggio e che solo viaggiando si ritrova la strada di casa.

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