I renaioli dell’Arno: il massacrante lavoro di estrazione della sabbia

Chi erano queste persone? Scopriamolo insieme…

I renaioli erano lavoratori che estraevano la rena (sabbia) dall’Arno durante i periodi di magra del fiume, cioè quando le acque sono poco profonde; i predecessori di questi lavoratori erano chiamati navicellai, esperti navigatori del fiume Arno e adibiti al trasporto merci.

Prima della costruzione delle ferrovie (anni Quaranta del 1800) l’Arno era infatti la principale via di comunicazione tra le città toscane per le attività di commercio; ma quando la maggior parte delle risorse venne usata per costruire la prima ferrovia (la Firenze-Pisa-Livorno) e poi la Lucca-Pisa, la Firenze-Empoli-Siena… la manutenzione necessaria a mantenere l’Arno navigabile venne sempre più trascurata e il transito dei navicelli (barche adibite al trasporto merci) divenne sempre più difficoltoso.

Le attività di trasporto merci via fiume vennero quindi progressivamente abbandonate ponendo fine al mestiere dei navicellai che furono obbligati a cercare nuove attività; e molti dovettero adattarsi al duro mestiere di estrazione della sabbia.

Come estraevano la sabbia

I renaioli cercavano i depositi di sabbia sul fondale con un lungo bastone chiamato stanga; appena trovavano un deposito conficcavano profondamente la stanga nella sabbia, ci ancoravano la loro barca (il barchetto) e cominciavano a caricare la rena sulla barca con una speciale pala.

La sabbia estratta veniva poi vagliata (setacciata) in grandi reti di ferro sistemate sulla riva del fiume, più o meno fitte a seconda del tipo di rena da vagliare (esistevano infatti diversi tipi di rena come il renone, il ghiaione, i pillori); la rena veniva poi ammassata e lasciata ad asciugare sulle sponde in zone chiamate renai.
Infine veniva caricata in carri chiamati barrocci e trasportata nei cantieri.

renaioli, toc toc firenze

Il loro era un lavoro faticoso, dato che lavoravano più di 10 ore al giorno e dipendevano dalla richiesta di sabbia da parte delle imprese di costruzione (le sabbie dei fiumi erano molto usate nell’edilizia per la loro proprietà di mischiarsi bene con la calce); se la richiesta era alta venivano ben pagati e la loro fatica era largamente ricompensata.

Ma se la richiesta era misera, misera era la loro ricompensa.

Tuttavia non lavoravano da soli, erano organizzati in vere e proprie comunità e ogni comunità lavorava in una zona precisa dell’Arno delimitata da precisi confini (zone come la pescaia di Santa Rosa, la pescaia di San Niccolò, della Bellariva…); parecchi avevano una famiglia e a volte, quando si riposavano al sicuro sulla riva del fiume, lasciavano che i loro bambini venissero a trovarli.

E finalmente si concedevano un po’ di tregua, passando un po’ di tempo con loro.

Credits: IntoFlorencePanoramio

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