Il Corridoio Vasariano tra ieri ed oggi (e quel che sarà)

Corridoio Vasariano, toc toc firenze

Spesso, girovagando per Firenze, certi particolari minuti ti balzano agli occhi anche se sei di fretta: lo sguardo vi si sofferma, incuriosito.

Se si percorre via della Ninna, ad esempio (da piazza della Signoria verso Santa Croce), basta alzare il naso all’insù per accorgersi di un curioso camminamento. Una strada a mezz’aria, che, partendo da Palazzo Vecchio, si disegna ad arco e va ad immettersi negli Uffizi. Si snoda per più di un chilometro, passa inosservata e si confonde con la città.
Va sulle “cime” di Ponte Vecchio, abbraccia la Torre dei Mannelli, arriva in Piazza San Felicita e sfocia infine nel Giardino di Boboli, alla Grotta del Buontalenti.

 

Corridoio Vasariano, toc toc firenze

 

Un po’ di storia..

Commissionato da Cosimo I Medici a Giorgio Vasari, nel lontano Marzo 1565, questo corridoio consente di collegare i due edifici fondamentali per Firenze: Palazzo Vecchio e  Palazzo Pitti.
Vero e proprio passaggio segreto, fungeva da via privata (nonché, ovviamente, nascosta) per il Granduca, al riparo da eventuali agguati e pericoli. Il modello a cui ci si ispirò: il leggendario tratto di strada che univa la reggia di Priamo con la dimora di Ettore!

Collegamento e via di fuga, dunque, ma non solo. Si racconta che Cosimo si servisse della sua strada personale per non essere costretto, durante le funzioni religiose, a scendere giù, tra il popolo: così egli disponeva di un balconcino personale, in alto, una rientranza del Corridoio Vasariano  stesso.

Fu grazie al cosiddetto “Corridoio Vasariano”, probabilmente, se Ponte Vecchio, a differenza di tutti gli altri ponti, non venne preso di mira dai bombardamenti tedeschi: le dittature nazi-fasciste, impressionate, decisero di non distruggerlo! Lo utilizzarono i partigiani durante la Resistenza, in seguito, come unico “filo conduttore” tra zone diverse di Firenze, come collegamento nord-sud: tutti gli altri passaggi erano stati spazzati via dalle bombe!

L’Alluvione del 1966 danneggiò anche il Corridoio: l’apertura al pubblico si ebbe solo nel 1972, a condizione che le visite fossero effettuate da piccoli gruppi, con frequenza non ordinaria rispetto agli altri Musei e su prenotazione.

Il Corridoio Vasariano  oggi

Ed è anche ai giorni nostri, è necessario prenotare anticipatamente le visite, sebbene vi siano numerose aperture straordinarie ed eventi in riferimento al Corridoio: fino ad adesso il prezzo del biglietto (legato di frequente a pacchetti-tour che comprendono, spesso, anche la Galleria degli Uffizi e Boboli) si è sempre aggirato intorno ai settanta, ottanta euro e più. A quanto pare, però, la situazione si appresta a cambiare. Da Gennaio 2014, infatti, si prevede un numero di dodici visite giornaliere, e un costo ridimensionato. Tuttavia, si sono sollevate anche voci di protesta da parte del personale stesso, poiché si ritiene che si vada incontro ad una privatizzazione della gestione.

 Corridoio Vasariano, toc toc firenze

 

In riferimento alla sua storia, il Corridoio Vasariano  è da considerarsi una vera e propria Galleria d’Arte. Un’ importante novità consiste nell’ampliamento che la collezione del Corridoio ha avuto. Centoventisette autoritratti di artisti di tutto il mondo, dal Novecento fino alla contemporaneità, provenienti dagli Uffizi: sono realizzazioni che spaziano dal pittorico al fotografico e si aggiungono ad un corpus di opere d’arte già cospicuo! Il Corridoio è, certamente, un piccolo (si fa per dire) museo, una “chicca” per il patrimonio artistico e culturale,un incentivo per il turismo: eppure è anche qualcos’altro. Parte integrante della città stessa, è una di quelle particolarità che si possono, talvolta, raccogliere da una passeggiata in centro.

 

Credits: Polo Museale Fiorentino Lauren J  lloydalter

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