Il giorno X è arrivato: Cuadrado lascia la Fiorentina

Siviglia - Fiorentina, Toc Toc Firenze

Cuadrado lascia la Fiorentina: Ci siamo, purtroppo. Siamo al giorno X.
Quel giorno si sapeva, prima o poi doveva arrivare. Juan Cuadrado non è più un giocatore della Fiorentina. La vespa, così lo soprannominò Luca Toni due anni fa.
Uno così, soprattutto a Firenze, passa una volta ogni trent’anni. Forse. Devastante. Non ci sono altre parole per descriverlo.
Al giorno d’oggi trovare uno con un dribbling e una corsa come la sua è cosa rara. Il colombiano era il fattore scombinante in un meccanismo perfetto, o quasi. E poco importa se in questa stagione, per forza di cose, non ha reso come negli anni precedenti, a causa di un ruolo non adatto al suo stile di gioco. Ma nel calcio, alle volte, ci si deve adattare alle esigenze della squadra, e lui la sua figura l’ha sempre fatta, anche fuori ruolo.
Lavoro sporco, tante pedate prese e anche qualche gol fatto. Cuadrado era questo, un corpo estraneo che a comando scombinava tutto ciò che gli capitava davanti.
Conte quest’estate avrebbe fatto carte false per averlo nella sua Juve. Successivamente si fece avanti il Barcellona, dove lui sarebbe andato volentieri, ma non se ne fece nulla per via di un mancato accordo economico. Pure Van Gaal, nel suo Manchester United stellare, un posticino gliel’avrebbe trovato più che volentieri, e invece lui, dopo una trattativa anche relativamente rapida, è finito al Chelsea alla corte dell’allenatore più forte del mondo. Josè Mourinho.

Dura, durissima dire di no ad uno come lui.

D’altro canto le risorse economiche di Abramovic, si sa, sono praticamente illimitate e rifiutare certe cifre è praticamente impossibile. Il costo complessivo dell’operazione si aggira intorno ai 33/35 milioni di euro più il prestito di Salah per 6 mesi. Più o meno siamo in linea con la clausola rescissoria fissata quest’estate. Quindi, il giorno che tutti noi speravamo potesse non arrivare mai è arrivato. Ci mancherà il nostro amico Juan. Perché alla fine, lui forse più di molti altri, era uno di noi. Un fiorentino acquisito, perfettamente integrato nel tessuto cittadino.
Le cene da Gastone
, o dai 13 Gobbi, e gli amici del Bar i’Pappagallo. Ne son passati tanti di montati in riva d’Arno, ma lui no, lui era uno normale. Un ragazzo semplice, molto legato alla madre (Marcela) e alla sorellina più piccola. Per questo motivo in queste ore Firenze sta accusando così fortemente l’addio e il distacco del colombiano dal capoluogo toscano. Firenze non dimentica chi ha dato e chi ha emozionato, e tu, Juan, hai regalato gioie che non ci scorderemo mai.
Gol, dribbling, giocate da campione e quella cavalcata che ancora oggi è negli occhi di tutti i tifosi viola. La palla per Rossi che sancisce una delle vittorie più belle della storia di questo club. Perché tu, Juan, nella storia e nella memoria di questa squadra ci resterai per sempre. Perché uno come te, probabilmente, a Firenze non lo vedremo più. Ci mancherai Cuadrado. Galoppa anche con Josè, vinci più che puoi. Divertiti, fai sognare ed emozionare anche gli inglesi come hai fatto con noi. Perché quello che ci hai regalato, probabilmente, rimarrà impresso nei nostri cuori per tutta vita. Grazie di tutto Juan. Buona fortuna.

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