La nostra cultura corrotta: le infiltrazioni mafiose agli Uffizi

Matthew Arnold, uno tra i più grandi intellettuali inglesi dell’800, vedeva la cultura come mezzo di piena realizzazione umana e come contrasto all’industrializzazione della società, tanto da dire che la Cultura è “ quanto di meglio è stato pensato e conosciuto“.

Coltivando la propria cultura l’uomo poteva aspirare alla perfezione. Non poteva immaginare che anche la cultura, nell’era della piena realizzazione del Capitalismo, sarebbe stata corrotta.

Ma lo sconcerto per questo degrado è anche nostro, cittadini contemporanei, costretti a constatare che ogni ambito della vita viene lentamente assorbito dall’immoralità e dall’illegalità.

Uno sconcerto ancora più forte per gli abitanti della città riconosciuta, a livello mondiale, come “la città dell’arte“, dopo aver saputo che uno dei loro punti di riferimento e di orgoglio, la famosa galleria degli Uffizi, è stata contaminata dalla criminalità. Il clan dei Casalesi è riuscito a mettere mani sulla galleria d’arte più visitata d’Italia attraverso dei subappalti, riuscendo a guadagnare centinaia di migliaia di euro con alcuni interventi mirati. Due ditte affiliate al clan camorristico, la “” PDP costruzioni” e la “GGF costruzioni”, con sede nel Valdarno, ed intestate a dei prestanomi incensurati così da poter ottenere i certificati antimafia, sono riuscite ad ottenere i subappalti agli Uffizi entrando nel mercato con prezzi bassi, dati dalla collaborazione con altre ditte che producevano fatture false.

mafia, toc toc firenze

 

In realtà le ditte erano dirette da Giovanni Potenza, imprenditore della provincia di Caserta, già condannato per associazione mafiosa nel 2004. Potenza è stato arrestato, insieme ad altre 5 persone, tutte originarie del casertano e residenti tra Campania, Toscana ed Emilia Romagna. Durante l’operazione la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per un valore di oltre 10 milioni di euro. I Casalesi sono riusciti, per l’ennesima volta, a sfruttare le lacune della normativa sugli appalti, ma difficilmente si poteva aspettare che potessero arrivare così “in alto”.

Sicuramente le istituzioni dovranno dare delle risposte adeguate, particolarmente forti, data la consistente presenza mafiosa in Toscana, che sembra stia raggiungendo nuovi livelli di potere.

 

Credits: GuidEurope.eu, Repubblica.it – Corriere Fiorentino, Evan Blaser

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