La biblioteca è importante quanto un laboratorio scientifico: intervista a Sergio Givone, assessore alla cultura

Sergio Givone, toc toc firenze

Abbiamo incontrato l’assessore alla cultura Sergio Givone nel suo studio, gli abbiamo parlato del progetto di Toc Toc Firenze, di come sia cresciuto a vista d’occhio. E l’abbiamo intervistato.

Sergio Givone è una di quelle persone che fanno silenzio intorno senza alzare la voce. Arriva passo passo al cuore delle cose, conducendo il discorso con la pazienza del docente e l’intelligenza del filosofo.

È vero che non ci si discosta, neanche volendo, dalla propria natura: si continua a ritornare al punto di partenza, a dove sentiamo di appartenere, anche solo con il pensiero. Nel caso di Sergio Givone, la sua natura è la filosofia.
E, come dice lui stesso, il lavoro dell’assessore non risulta molto diverso: si tratta di un’osservazione attenta, con lo stesso occhio del filosofo, ma stavolta corredata di strumenti per intervenire. L’assessore deve cogliere i segnali prima che si coagulino in parole, deve “auscultare”, come i medici di un tempo, la realtà che lo circonda. È un lavoro difficile.

Innanzitutto, quanto è importante la cultura?

La cultura è totalizzante, non c’è niente nel nostro orizzonte che non la comprenda. Anche la non-cultura è cultura, perché la contiene nella sua negazione.
Gli antichi distinguevano l’otium (la nostra cultura) dal negotium: la vita sociale si nutre di negotium, ma la parola stessa, che contiene una negazione, ci fa capire come sia in realtà l’otium la cosa importante. Tutto il resto è semplice “altro” da otium, appunto NEGotium.
L’amministratore in questo senso ha il dovere di provvedere affinché tutti studino e si confrontino con la cultura. Deve comunicare con e attraverso le associazioni per trasmettere cultura: è un lavoro di interazione, ascolto e incontro piuttosto che un mero pacchetto di decisioni su fondi da allocare.

Qualche giorno fa su Toc Toc Firenze è uscito un articolo su La Cité: pare che stavolta chiuda davvero.

La Cité non è un posto come un altro: ci sono libri, discussioni, attenzione a un’arte minimalista, marginale, alternativa. Non è solo un pretesto per vendere bevande alcoliche. E poi, diciamocelo, il rumore a Firenze c’è comunque: con o senza La Cité.
Il tribunale l’ha condannata per aver messo a repentaglio la salute pubblica. Prendiamo atto della sentenza, ma perché solo La Cité? Sembra quasi un capro espiatorio.
Concretamente è necessario un patto per la notte che coinvolga sì La Cité ma anche tutti gli altri locali allo stesso modo, ad esempio nel dotarsi di dispositivi insonorizzanti.

sergio givone, toc toc firenze

Si è parlato tanto, e se ne parlerà ancora, della Fondazione Cultura che avrà sede nel nuovo Teatro dell’Opera in costruzione. Può dirci qualcosa in più a riguardo?

Non è una fondazione e non vuole esserlo. È uno strumento, di cui deve essere ancora definito il profilo, che permette di raccogliere risorse finanziarie prodotte dalla cultura (anche tasse di soggiorno, di scopo) e farle ricadere sulla cultura, ridistribuire le risorse in modo che restino in quell’ambito.

sergio givone, toc toc firenze

Parliamo di istruzione. A più di un mese dall’inizio dell’anno scolastico, possiamo tirare le somme: i licei classici stanno registrando una crisi di iscrizioni, e seguendo forse una deriva irreversibile.

La crisi dei licei classici è una grande perdita, non perché siano superiori agli altri in base a qualche giudizio di valore: ma perché così rischia di affermarsi il pensiero unico per cui solo il sapere scientifico ha veramente senso, mentre tutto il resto è retorica, chiacchiera insignificante.
Dobbiamo capire che lo scienziato non è un mero strumento di un’entità razionale, è pur sempre un uomo che deve fare i conti con l’interpretazione dei segni e la riflessione: queste ultime richiedono anche una base umanistica. Così come l’umanista ha bisogno del sapere scientifico.
Il liceo classico assolve proprio a una funzione unificante, tiene insieme le due ali del sapere.

Cosa può fare un assessore per questo?

Può riaccendere il vero interesse per l’arte, per il teatro, far capire che la cultura non è solo un’esperienza museale ma un incontro formativo. La biblioteca è importante quanto un laboratorio: far capire questo è promuovere la cultura.

 

Credits: nottefiorentina.it, lacitelibreria.info, Maggio Musicale Fiorentino on Flickr

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  • 22 anni. La scrittura è come un tic e sto cercando di sfruttarla a mio favore. Nel frattempo studio. Colleziono sottobicchieri e libri autografati. A maggio 2015 il mio romanzo è uscito in libreria: "Se nessuno sa dove sei", Edizioni Piemme.

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