Kids&Dragons a Firenze: il bottino dei giovani avventurieri

L’edizione fiorentina di Kids&Dragons è giunta al termine e gli eroi tornano a casa. Ecco un bilancio dell’evento da parte di organizzatori e partecipanti.

Gli eroi tornano a casa

L’avventura volge al termine. Gli eroi depongono le armi e fanno ritorno alle loro case, dove racconteranno le loro gesta di prodi e valorosi guerrieri. Il bottino di Kids&Dragons, pur essendo la prima edizione fiorentina dell’evento, è davvero ricco.

“La partecipazione è stata ottima- dice Erika -all’Isolotto abbiamo fatto addirittura il tutto esaurito. Oltre ai ragazzi siamo riusciti a far giocare anche i genitori e tutti ci hanno chiesto di replicare a breve l’esperienza. E per tutti intendo sia il pubblico che le biblioteche stesse”.

Cronache di avventurieri fiorentini e non

Anche Michele è contento del risultato di Kids&Dragons “Siamo decisamente molto soddisfatti! Eravamo un po’ preoccupati per le presenze, visto che le iscrizioni crescevano lentamente. Ma dal primo all’ultimo incontro c’è stata una crescita continua fino al sold out dell’ultima sessione di gioco alla BiblioteCaNova all’Isolotto”. E l’intenzione è quella di organizzare delle repliche dell’evento. “Ci stiamo muovendo su due fronti: il primo ha a che fare con le repliche. Ci piacerebbe che Kids&Dragons continuasse ad essere replicato nel territorio nazionale. Il secondo fronte è più rischioso, ma stiamo seriamente valutando di realizzare una versione in scatola che premetta ai ragazzi e alle famiglie di giocare in autonomia”.

Giovani guerriere crescono

Kids&DragonsNel bottino di Kids&Dragons rientra anche la partecipazione delle ragazze. “Vero è che il gdr è un ottimo modo per abbattere gli stereotipi di genere. Nell’ultima sessione una ragazza ha giocato come guerriero ed ha spaccato a suon di ascia ogni porta che si è trovata davanti!“.

Anche Vanessa, una delle volontarie dell’associazione Gruppo Ludico Chi non gioca Di non tocca, è contenta della partecipazione femminile: “Erano entusiaste, ed essendo molto spesso considerato un mondo magari più legato ai ragazzi le abbiamo incentivate a continuare. Le quote rosa nel mondo del gioco stanno fortunatamente aumentando. Sempre di più il mondo del gioco aiuta ad abbattere le differenze di ogni tipo”.

Di genitore in figlio

Tra i maggiori risultati da contare nel bottino di Kids&Dragons c’è sicuramente la partecipazione dei genitori all’evento. “I genitori sono arrivati più curiosi dei ragazzi stessi – racconta Erika – Chi è voluto rimanere si è lasciato coinvolgere nello stesso gioco o in giochi da tavolo. Secondo me, non hanno visto solo un’alternativa al cellulare, ma ha visto anche un modo di qualità per passare del tempo con il proprio figlio.

“Giocare insieme è una cosa che purtroppo accade raramente dopo una certa età dei figli, perché vengono reputati troppo grandi per giocare. Quindi, quando siamo insieme a loro, c’è sempre un po’ di imbarazzo nell’approccio, quasi come avessimo davanti uno sconosciuto.

“Giocare insieme riapre quei canali della comunicazione che spesso a questa età si chiudono e danno la possibilità di scoprirsi a vicenda: nel gioco siamo tra pari, anche se ti chiamo mamma o babbo“.

Addirittura, come racconta Vanessa, “Una mamma che giocava anni prima ci ha chiesto come rientrare nel giro perché vorrebbe diventare dungeon master per divertirsi con i figli“.

Onore ai masters

L’ottima riuscita dell’evento è stata soprattutto merito dei master, come racconta Vanessa: “Sono stati davvero eccezionali. Anche loro sono stati contenti di vivere questa avventura, perchè anche secondo loro ci vuole, è un modo per far crescere i ragazzi con la fantasia.

“Non solo. Il gdr stimola la collaborazione con gli altri, la resilienza, ma anche la condivisione, l’aiutare il prossimo. Tutti valori positivi che spesso i ragazzi perdono di vista”.

Master of the universe

Tra i master che si sono offerti volontari per intrattenere i ragazzi c’è anche Marco Corazzesi, fondatore della fanzine “Anonima Gidierre“, giurato del premio Gioco di Ruolo dell’anno che viene assegnato ogni anno durante il Lucca Comics&Games, e giocatore di ruolo dal 1988. E in trent’anni di cambiamenti nel gioco di ruolo se ne vedono. “Fino a buona metà degli anni ’90 i giocatori si trovavano ad una distanza tale da accedere fisicamente ad un negozio fornito di manuali e dadi.

Le notizie giravano tramite pubblicazioni cartacee con oggettivi limiti di distribuzione. Il confronto di esperienze e pareri era limitato alla cerchia di amici. Internet è stato lo spartiacque che ha permesso la diffusione della conoscenza di tanti regolamenti che fino a quel momento erano poco conosciuti. Ha dato la sensazione ai giocatori più isolati di essere parte di un più ampio movimento“.

Di questa sensazione ne abbiamo parlato riguardo alle Magic.

Una nuova avventura

Da buon master, Marco ha risposto alla chiamata di Kids&Dragons. “Avevo sentito parlare dell’iniziativa e mi ero iscritto al loro forum. Quando mi hanno contattato, tramite il Comune di Firenze, le associazioni fiorentine per reclutare personale, mi sono proposto e ho contribuito ad allargare la schiera tramite passaparola con amici che condividono la stessa passione“. E i ragazzi sono rimasti molto soddisfatti dell’esperienza. “Sono entrati nell’ambientazione e hanno seguito le regole che gli spiegavamo. Si sono divertiti e alcuni di loro ci hanno chiesto di ripetere l’esperienza al più presto”

Le luci della ribalta

Uno dei fattori maggiormente positivi che bisogna tenere in considerazione nel bottino di Kids&Dragons è l’attenzione che l’amministrazione pubblica ha dato all’evento. “A Firenze c’è un negozio che è molto attivo nell’organizzazione di eventi legati al gioco di ruolo, sia con sessioni da una serata, sia con eventi da un intero fine settimana.

“Siamo di fronte a un evento di successo che ha coinvolto biblioteche e Pubblica Amministrazione – dice Marco – Potremmo essere riusciti ad attirare la giusta attenzione.

“Per quanto riguarda l’incremento del numero dei possibili giocatori, avere fiere di settore, anche piccole e locali ma organizzate con criterio e competenza, permetterebbe di far provare i giochi di ruolo a più persone. Kids&Dragons, in particolare, è una porta attraverso la quale i ragazzi hanno avuto modo di osservare e muovere i primi passi dentro questo hobby“.

Anche Erika nutre buone speranze per eventi futuri : “Il momento è assolutamente propizio per tutto l’ambiente ludico, sia gioco di ruolo che gioco in scatola. Servono per creare momenti aggregativi tra genitori e figli, giovani e adulti, esperti e niubbi. Noi speriamo, nel nostro piccolo, di alimentare questa luce in modo che in fondo al tunnel ci siano tanti bei tavoli allestiti per l’occasione“.

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  • Sono nato a Firenze ma (ahimè) vivo nel Valdarno. Fumettaro incallito e appassionato di basket col desiderio di fare il giornalista.

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