La farina più antica del mondo ha 30.000 anni e la producevano a Bilancino

La farina più antica del mondo ha 30.000 anni e la producevano a Bilancino.

La farina più antica del mondo, qui a Firenze, è stata una scoperta sensazionale

Fino a poco tempo fa si pensava che l’uomo del Paleolitico fosse carnivoro, perché non c’erano prove per poter dire o no se consumasse vegetali; ma grazie alla ricerca condotta dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria a Bilancino insieme a due studiosi dell’Ateneo fiorentino si è dimostrato che già 30.000 anni fa l’uomo sapeva raccogliere alcune piante selvatiche e macinarle in farina.

La farina più antica del mondo ha 30.000 anni e la producevano a Bilancino.

I ritrovamenti nel sito archeologico di Bilancino II

A Bilancino hanno scoperto un accampamento preistorico e rinvenuto due pietre, lunghe 13,6 e 11,4 centimetri, riconosciute come macina e pestello risalenti a circa trentamila anni fa; analizzando le superfici delle pietre, i ricercatori fiorentini hanno scoperto delle tracce di amido (comunemente contenuto nella farina), che hanno estratto e analizzato; dopo un lungo lavoro, dalle tracce hanno riconosciuto amidi di Typha, una pianta palustre ricca di amido.

Come si preparava la farina di Tifa?

Come hanno sperimentato direttamente i ricercatori, i fusti della pianta venivano lasciatiessiccare, poi col pestello si spellavano e si schiacciavano e con la macina si trituravano…ottenendo così la farina; una volta preparata, la farina poteva essere conservata e/o trasportata, o si poteva fare un impasto da cuocere su pietre arroventate.

La farina più antica del mondo ha 30.000 anni e la producevano a Bilancino.

I nostri avi non erano solo abili cacciatori.

La più antica ricetta per la preparazione della farina più antica del mondo

La farina più antica del mondo ha 30.000 anni e la producevano a Bilancino.

Questa comunque è la più antica testimonianza diretta dell’uso alimentare delle piante e di una ricetta per la preparazione di farina di origine vegetale; questo ha permesso di capire meglio quali fossero le attività dell’uomo di 30.000 anni fa nei suoi insediamenti, e probabilmente erano legate a lavori stagionali di raccolta e lavorazione di piante palustri.

Conclusioni

Anche se ci è voluto un lungo e difficile lavoro di identificazione, la ricerca ha dato i suoi frutti; si è capito che l’adattamento dell’uomo a una dieta ricca di carboidrati è iniziata molto prima di quanto si pensava e questo potrebbe fare luce sulle allergie alimentari presenti oggi in una parte significativa della popolazione umana.

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