La politica del palazzo

Oggi è di uso comune parlare dei “palazzi della politica” come quei luoghi dove i politici fanno e disfano leggi. Lo sapevi che un tempo la politica non si faceva solo dentro i palazzi ma anche attraverso i palazzi stessi?

Facciamo un salto indietro nel tempo e andiamo nella Firenze del Rinascimento.

La politica della grandiosità

Dagli ultimi anni della Repubblica Fiorentina fino alla metà del ‘700, i Medici sono stati una delle famiglie più influenti della penisola, quasi ininterrottamente detentori del potere politico di Firenze e della Toscana intera. Ovunque nel territorio che un tempo si trovava sotto la giurisdizione granducale troviamo la loro effige, metodo efficace per affermare l’autorità fiorentina (e della famiglia) nei territori sottomessi.

politica, toc toc firenze

Anche a Firenze era importante (non solo per i Medici) essere popolari per mantenere le posizioni di potere. I fiorentini dovevano rimanere colpiti dai messaggi di assoluta magnificenza ispirati dai grandi di Firenze attraverso lo stile delle loro dimore e tutte le loro proprietà, dove veniva amministrata la cosa pubblica.

Questa tecnica di “propaganda” si sposava appieno con i nascenti concetti umanisti alla radice dell’arte rinascimentale. Secondo questa scuola di pensiero, l’artista non erige più solamente dei “monumenti a Dio“, bensì cerca di trovare i canoni per raggiungere la perfezione dell’opera che può appartenere solo al celeste. Non più celebrazione di Dio ma ricerca della perfezione divina. Questa ricerca avveniva anche attraverso le opere architettoniche laiche.

Gli edifici della politica

A Firenze i Medici hanno incoraggiato (la loro corte era ritrovo di artisti e letterati) il fiorire del rinascimento: lo si può ben osservare attraverso molti edifici un tempo di loro proprietà, come il Palazzo Medici Riccardi in via Cavour. Opera del Michelozzo (costruito intorno alla metà del ‘400), ha una forma sostanzialmente cubica che racchiude il cortile della proprietà.

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Il segreto della sua magnificenza sta nella facciata: chi osserva il palazzo si trova davanti una muraglia in “bugnato“, materiale usato già durante il Medioevo principalmente per gli edifici che ospitavano proprio le sedi della politica cittadina.

Il bugnato è grezzo e sgradevole alla vista nei piani inferiori, andando ad addolcirsi nei due ordini superiori, fino a raggiungere una superficie perfettamente levigata. Il messaggio è chiaro: solo il cielo è perfetto, ma è il palazzo mediceo ad indicarne la perfezione.

Molto simile nello stile è il palazzo appartenuto ad un’importante famiglia rivale dei medici: palazzo Strozzi. La disposizione del bugnato e la forma sono praticamente identiche alle soluzioni adottate dal Michelozzo, con una differenza: l’imponenza. Palazzo Strozzi appare come un’enorme fortezza violentemente inserita nel contesto urbano, quasi a voler dire: “Ci siamo anche noi“.

Date queste due importanti presenze in città, un’altra famiglia rivale dei Medici (i Pitti), decise di commissionare a Filippo Brunelleschi un’altro grande palazzo. Il Brunelleschi morì nel 1446, lasciando solo alcuni disegni che furono presi come base per la costruzione dell’opera. Quando i proprietari caddero in disgrazia, i Medici acquistarono palazzo Pitti e lo ampliarono, tramutandolo nella loro prima dimora.

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I primi ammodernamenti cinquecenteschi furono affidati a Bartolomeo Ammannati, che allestì la facciata per accogliere l’ampio piazzale che sta davanti alla costruzione, spesso adibito a teatro, dunque un grosso centro d’attenzione.

Una particolarità in tutta toscana riguarda l’utilizzo di questi palazzi: la maggior parte di loro conserva un ruolo importante per la città, come musei o rimanendo sedi del mondo della politica.

Infatti, il palazzo Medici Riccardi è oggi sede del Consiglio Provinciale mentre, proprio di fronte,  si trova il palazzo Panciatichi, oggi ospitante il Consiglio Regionale della Toscana. La sede del Comune di Firenze invece è sempre nello storico posto: palazzo Vecchio.

Possiamo quindi dire che la politica non è una cosa di palazzo, semmai “con” il palazzo!

 

Credits: David Jones   Erik Drost   Around Tuscany   Andy Hay

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  • Sono nato a Pistoia nel giugno del 1995 e vivo a Popiglio, una località della montagna pistoiese e sono studente presso il Liceo Artistico "Petrocchi" di Pistoia. Faccio attività di volontariato con più associazioni e da sempre coltivo una profonda passione per la politica. Dal 2009 sono iscritto a Rifondazione Comunista e fin dal mio ingresso nel mondo degli istituti superiori sono attivo nei movimenti studenteschi pistoiesi.

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