Lavoro part-time: cosa devi sapere

parti-time, toc toc firenze

Sei in cerca di un lavoro? Le (pochissime) offerte di lavoro che si possono trovare in questo periodo difficilmente ti propongono il “classico” contratto ma piuttosto, ahinoi, una serie di contratti atipici o part-time.

Se non sai come orientarti in questa giungla ecco qualche informazione che ti sarà sicuramente utile!

I contratti di lavoro part-time sono nati per coniugare le esigenze di flessibilità delle imprese da una parte e dei lavoratori dall’altra, in molti infatti ricercavano questo tipo di lavoro per conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari, ma in tempi di crisi economica lavorare ad orari ridotti può rappresentare l’unica possibilità per trovare un’occupazione.

Il lavoro a tempo parziale (part-time) è un contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, che si differenzia da quello a tempo pieno di 40 ore settimanali (full-time) per l’orario ridotto. Il contratto deve essere stipulato in forma scritta e deve indicare chiaramente la durata della prestazione lavorativa e dell’orario di lavoro ridotto con preciso riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. Il lavoratore part-time ha gli stessi diritti del lavoratore a tempo pieno, quindi ha diritto alla stessa retribuzione oraria ed allo stesso trattamento normativo sotto tutti gli aspetti quali, ad esempio, la durata del periodo di ferie annuali, il trattamento della malattia e infortunio o la durata del congedo di maternità/paternità.

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Il rapporto a tempo parziale può essere orizzontale, quando cioè la prestazione lavorativa avviene ogni giorno ma con orario minore, oppure verticale, quando la prestazione è svolta a tempo pieno ma per giorni predeterminati nella settimana o nel mese (es: solo il weekend). Il rapporto di lavoro è invece misto quando il tempo parziale è articolato combinando le modalità orizzontale e verticale.

Con la riforma entrata in vigore 10 anni fa (Dlgs 276/2003) sono previsti, rispetto alla precedente disciplina, una maggiore flessibilità nella gestione dell’orario lavorativo e minori vincoli per la richiesta di ulteriori prestazioni di lavoro. Il datore di lavoro ha infatti la possibilità di proporre al lavoratore un accordo, con almeno cinque giorni di preavviso, per variare gli orari (clausola flessibile) oppure la durata (clausola elastica) della prestazione di lavoro. Eventuali accordi su clausole flessibili ed elastiche sono possibili soltanto se previsti dal contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL) applicato dall’impresa e in ogni caso non può essere imposto al lavoratore, che quindi può decidere se accordare o negare il suo consenso ad orari differenti di lavoro o ad un maggior numero di ore. Il lavoro supplementare è quello prestato oltre l’orario di lavoro stabilito nel contratto di lavoro part-time orizzontale ma entro il limite del tempo pieno, mentre il lavoro straordinario è quello prestato oltre il normale orario di lavoro a tempo pieno e quindi è possibile solo in caso di rapporto di lavoro part-time di tipo verticale o misto.

E adesso, con qualche informazione in più in tasca, buona ricerca e (speriamo) buon lavoro!

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