Le più brutte canzoni dedicate a Firenze

Le più brutte canzoni dedicate a Firenze, Toc Toc Firenze

“La porti un bacione a Firenze che l’è la mia città che in cuore ho sempre qui”

cantava molti anni fa Odoardo Spadaro in quell’ eterna canzone d’amore per questa meravigliosa città; ma Firenze, ancora oggi, muove la penna dei cantori moderni come Leonardo Pieraccioni, Amedeo Minghi, i Litfiba, i quali continuano a sfornare capolavori intramontabili. Accanto al mondo della bellezza però, esiste l’universo assai ampio dell’ inascoltabile, un patrimonio musicale che si cela (mica tanto!) nei meandri più bui di YouTube. Quali sono dunque le più brutte canzoni dedicate a Firenze?

Nella nostra top3, l’ultimo posto spetta al rap targato La Primiera con Estate a Firenze”, una canzone che racconta la città attraverso il disagio giovanile. Molto efficace è il ritornello “la mia city è questa, cosa danno in omaggio? uno shottino a testa e fai ohh” che mette in evidenza il degrado culturale di questi anni. Gli autori della canzone però, nonostante il deserto delle due di notte e i cassonetti che si trasformano in improbabili orinatoi, cantano l’amore per la movida fiorentina e, soprattutto, per il “pueblo della notte”.

Le più brutte canzoni dedicate a Firenze, Toc Toc Firenze

Secondo meritatissimo posto per Firenze Santa Maria Novella” di Enzo Ghinazzi in arte (…e che arte!) Pupo.  L’autore di Gelato al cioccolato e Su di noi, nel 1980 ci regala un altro dei suoi pezzi indimenticabili. Il verso più profondo dell’intera composizione è certamente “Firenze Santa Maria Novella almeno, mi fa sentire un po’ sereno e il portafoglio non mi ruberà”. Nel giovanissimo Pupo erano già evidenti le grandissime doti poetiche per le quali verrà apprezzato in tutto il mondo nel corso della sua lunghissima carriera.

Primo posto per el Boro con Firenze”, un singolo destinato a restare in classifica per i prossimi vent’anni. Parafrasando il rapper, Firenze è una donna dai facili costumi, il teatro del suo dramma esistenziale. Nel verso “odio e amore questa Firenze mi porta” è chiaro il riferimento al Carme 85 del poeta latino Catullo. Alla fine con “ho avuto molte più opportunità fuori di qua, questo non vuol dire che non amo la mia città” è lampante l’amore sincero del compositore per la sua city, un sentimento capace di superare qualsiasi ostacolo della vita.

 

Credits: Kuster & Wildhaber Photography, Fabrizio

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