L’estate a Firenze: siamo una città imbalsamata

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Vista alla luce della notte, Firenze è diversa, è molteplice e inedita. Lungo le vie in penombra, sotto ai neon di un locale chiassoso e nelle piazze finalmente silenziose, prendono vita nuove dinamiche, rimaste in attesa durante il giorno. La notte offre l’opportunità per studiare fenomeni diversi, quali la naturale appropriazione dello spazio pubblico, le tendenze migratorie e un nuovo rapporto tra autoctoni e turisti.

Firenze di notte ci è apparsa come una donna, dai molteplici volti, ma che tuttavia rimane sempre se stessa. A cambiare sono gli avventori, ovvero i suoi amanti. E Firenze, donna dotata di un corpo e un’anima, a loro offre differenti parti di sé, per lasciarsi amare.

La bella Firenze

Ci sono scenari che parlano da soli, che con le loro quinte richiamano naturalmente il brulichio della vita notturna. La gente si affolla nelle piazze, nei vicoli, nei borghi, negli stretti e negli slarghi, sotto gli archi e i colonnati, sulle gradinate di una chiesa, intorno a un chiosco. Tutto intorno, i prospetti degli edifici della bella Firenze avvolgono come mura domestiche. Le strade si animano di voci, storie e desideri, quella componente invisibile che rende viva la nostra città.

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Questa è la Firenze altezzosa, raffinata, elegante, superba, austera. Per nulla modesta. Donna forte e tenace, facile da amare per la sua bellezza incontestabile e difficile da sopportare per la gelosia che infonde nei suoi amanti.

Ci sono i salotti borghesi di piazza della Repubblica, piazza Strozzi, piazza della Signoria. La grande terrazza panoramica di Piazzale Michelangelo. La più recente piazza ricavata dal recupero urbano delle Carceri, ex-Monastero delle Murate. Le piazze popolari di Sant’Ambrogio, Santo Spirito, Savonarola dove ci si siede con un vino in mano o un bicchiere di plastica colmo di vodkaqualcosa, per terra o sui gradini delle chiese. Ci si accalca sui marciapiedi di fronte al vinaio di Borgo la Croce, fino a renderla difficile da attraversare. Infine casi in cui basta il successo di un locale a rilanciare le sorti di uno spazio infelice, come Largo Annigoni.

Città libera

La libertà che il fiorentino ha di vivere le strade e le piazze della sua città con naturalezza è ciò che affascina il turista. Non c’è obbligo di consumazione, non si paga un ingresso, appartiene a tutti, qui ci si diverte così, tutti diventano protagonisti sul palcoscenico quotidiano… E che scenografia intorno! Certo che cose così a Kansas City non ce le hanno, avete mai cercato su Google “kansas city center?”.

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Questa è la Firenze degli avventurieri della notte: dei fiorentini e di chi a Firenze ha deciso di vivere e di restare. Sì, perché il sentimento di appartenenza a questa città così controversa – allo stesso tempo amabile e insopportabile – è un fenomeno molto radicato. Il perché si spiega da solo: chiunque attraversi la città, alzi lo sguardo e inizi a osservare ciò che ha intorno a sé, si renderà conto dell’inestimabile eredità culturale. Un patrimonio che il fiorentino ha suo per una grandissima fortuna della vita. Si può divenire molto gelosi nel condividerlo, soprattutto quando è l’intero mondo a volerne godere.

Spazio pubblico, spazio privato

I locali notturni, a differenza degli spazi pubblici consolidati, vivono le mode e hanno un tempo di obsolescenza più breve. La vita che invece anima le piazze è sedimentata nel tempo, passano gli anni ma sono sempre vive, in contrasto con le tendenze della vita notturna che ha sempre fame di novità. A prescindere dell’avvicendarsi di bar, ristoranti e pub, la città invisibile plasma nella notte nuove forme di vita e di luoghi. Gruppi di giovani, stanchi di dover trovare un posto a sedere negato loro dai locali sempre pieni, nobilitano con l’uso alcuni spazi di giorno ritenuti residuali, trascurati, ibridi. Le scalinate diventano tribune, i parcheggi sono eletti a piazze, grandi slarghi urbani acquisiscono nuova vita come quinta per la vita notturna.

La presenza costante di vita nel centro storico è considerabile come segno di buona salute della città.
Tuttavia il frastuono e gli schiamazzi, le risa, i rumori delle bottiglie di vetro disturbano quei fiorentini in via d’estinzione che ancora vivono in centro. Da un lato, la crescita dei valori immobiliari li spinge ad abbandonare le case del centro per affittarle come Airbnb. L’alto costo e i disagi in termini di parcheggio e affollamento disincentivano qualsiasi famiglia voglia trasferirsi nelle zone centrali.

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Una notte senza silenzio

Qualche anno fa tra le strade di Sant’Ambrogio sono comparsi teli appesi alle finestre che esortavano a far silenzio e ad abbassare la voce durante le ore notturne. Negli ultimi anni svariate misure sono state prese dall’Amministrazione Comunale a tutela dei residenti e del loro sacrosanto diritto di dormire.

Queste prevedevano il divieto di vendere alcolici da asporto in qualsiasi contenitore dopo le 22, l’obbligo per i locali di chiudere entro le 2 di notte, esteso ai minimarket per i quali è stato anticipato alla mezzanotte, bandite tutte quelle agenzie che promuovono “pacchetti di attività” ai turisti. È stato dunque impedito quello che si conosce come “pub-crawling”, ossia una sorta di maratona di locali del centro, dove in ognuna delle tappe si consumava bevute alcoliche.

Le misure prevedono multe e, in caso di reiterazione dell’infrazione, la sospensione della licenza fino a 15 giorni. Per la stessa ragione, è stata vietata anche la pubblicità e le promozioni su alcolici e super alcolici. I locali hanno anche dovuto dotarsi di addetti ai servizi di controllo a partire dalle 23; queste figure, riconoscibili da una pettorina, controllano la clientela anche esterna al locale e assicurano la quiete pubblica impedendo schiamazzi, abbandono di rifiuti e in generale atteggiamenti non rispettosi.
La cronaca locale racconta anche di atti di vandalismo ai danni di monumenti, eccessi causati da una birra di troppo o dalla goliardia sguaiata. Pure questi sono effetti collaterali del divertimento notturno, imperdonabili se coinvolgono il patrimonio storico-artistico.

Kashmir Kashmir

Una considerazione a parte merita il tema dei minimarket nel centro storico, spesso a gestione di stranieri, frequentati per il rifornimento di alcool a prezzi economici. Si trovano ad ogni angolo di Sant’Ambrogio, Santo Spirito, San Lorenzo o Santa Croce; vendono di tutto e restano aperti anche dopo l’orario di chiusura dei supermercati. Proprio “i Pakistani” (del Bangladesh, della Cina, e sì, anche del Pakistan), apparentemente semplici comparse, dalle quinte dei loro piccoli empori, figurano nella città visibile condizionando fortemente anche quella invisibile. Per il fatto di poter vendere alcolici a prezzi modici rispetto a quelli dei pub, sono sempre più percepiti come problematici e poco graditi da residenti e autorità. Per gli stessi motivi, sono punto di riferimento indispensabile del popolo della notte e specialmente degli studenti spicciolati.

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Nel mirino delle forze dell’ordine e delle autorità politiche, anche a loro è stato imposto il divieto di vendere alcolici da asporto dopo le 22. Ma poiché vivono soprattutto di questo, spesso trasgrediscono al divieto esponendosi al rischio di multe salatissime o chiusura del loro esercizio commerciale. Per far fronte a ciò, per la prima volta, in Santo Spirito il titolare di un minimarket ha acquistato la licenza da bar. Così adesso può vendere birre e preparare cocktail a costi competitivi, leggermente inferiori di quelli dei locali in piazza. L’iniziativa ha riscosso un gran successo e, nelle notti più affollate, c’è una gran fila.

Oltre a queste ordinanze, volte a garantire una civile convivenza con i residenti, il provvedimento più discusso e discutibile è stato forse quello della “pulizia anti-movida” delle piazze, anticipata alle 22. Così nella calda estate 2014, gli avventurieri della notte sono stati gentilmente invitati ad andarsene a casa con un fresco getto d’acqua.

Buongoverno

Le misure più interessanti di buona gestione della vita notturna riguardano soprattutto i tentativi del Comune di dare respiro al centro, sempre nell’ottica di una migliore vivibilità dei suoi residenti. Così l’estensione della ZTL notturna nei mesi estivi alleggerisce il centro e facilita i residenti nella ricerca di parcheggio.
Per compensare il disagio, il Comune ha potenziato il trasporto pubblico, aumentando il numero di corse e prolungando fino alle 2:30 circa le sei linee forti (quelle che collegano i quartieri periferici al centro: le linee 6, 11, 14, 17, 22 e 23) nei giorni di giovedì, venerdì e sabato. Ha inoltre stipulato convenzioni assicurando promozioni per gli utenti di car-sharing e speciali tariffe valide da giugno a ottobre sui taxi (la tariffa Happy Taxi centro storico) e sui parcheggi di Porta al Prato, Stazione-Fortezza Fiera, Parterre, Alberti.

Firenze migratoria

Firenze di notte è fatta anche di dinamiche in movimento. Da una parte la migrazione estiva della vita notturna verso nuove destinazioni, più defilate e più fresche, dall’altra il continuo migrare verso il centro storico degli avventori periferici, soprattutto studenti universitari.

Nel primo caso, la movida viene diretta altrove, andando a valorizzare nuove aree della città. Questo fenomeno spesso avviene d’estate, in quei luoghi dove divertimento e rumori non sono di disturbo perché non circondati da residenze nelle immediate vicinanze. Il Parco delle Cascine ospita grandi concerti; la Fortezza è il prato estivo dove vedere una partita dei mondiali e ascoltare musica live all’interno del cerchio stretto dei viali; la spiaggia di San Niccolò diventa la Riviera fiorentina.

I Lungarni (Santarosa, del Tempio) sono gli esempi di maggior successo, attirando sia gli autoctoni che i turisti alla ricerca di un luogo fresco e informale per passare una sera. Festival musicali vengono organizzati dentro e fuori dal cuore della città, alla limonaia di Villa Strozzi o a villa Favard come il Copula Mundi. Novità di questa estate è stata l’apertura della Manifattura Tabacchi con un originale palinsesto di eventi e una grande promessa di funzioni e attrattive per il futuro della città e per i suoi abitanti.

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A colmare qualche richiesta non soddisfatta sono le città dell’area metropolitana, che offrono ulteriori occasioni di svago, con eventi durante il periodo estivo. Il Parco dei Renai a Signa, il Parco di Villa Solaria a Sesto Fiorentino, la Villa Montalvo di Campi Bisenzio.

Fuoriusciti universitari

Questa è la Firenze del desiderio, persuasiva e ammaliante, quella che spinge a colmare distanze che non si possono affrontare in sella a una bicicletta.
Firenze costringe spesso i suoi studenti fuorisede ad abitare lontani dalla movida, vicini ai poli universitari di Novoli, Morgagni o Sesto, dove poco o niente viene offerto loro per lo svago serale. Il fuorisede chiede solo un luogo che sia economico e facilmente raggiungibile senza un mezzo proprio.
D’inverno gli autobus terminano le loro corse verso le 24, limitando notevolmente la possibilità di movimento. E se è difficile raggiungere il centro, figurarsi locali più alternativi e distanti.
Le nuove linee tramviarie sono un netto miglioramento per la vita degli studenti, permettendo di raggiungere in sicurezza e comodità larga parte della città.

Periferie paralizzate

Ma se non si volesse andare in centro, l’offerta di idee, divertimento in periferia diventano centellinate, sporadiche, straordinarie. Le zone universitarie come Morgagni o Novoli non sono di fatto che degli innesti nella città. Assente è stata una pianificazione più ampia, di messa in rete, di disegno della città, per condensare qualità e vitalità, funzioni e possibilità d’incontro. A Novoli è quasi desolante lo scarto che c’è tra le vie, i portici e le piazzette di San Donato – prive di quel soffio di vita – e il suo centro commerciale è diventato il fulcro del tempo libero, per l’incontro e lo shopping. Mentre il parco è regolarmente recintato e chiuso ad orari serali e notturni come i musei.

Sconfitte e possibilità

All’interno di questa nuova configurazione fiorentina si andrà ad aggiungere il recupero dell’ex centrale termica dell’area Fiat, in cui si parla che il piano terra sarà adibito a “city center, uno spazio ad uso pubblico aperto ai cittadini del quartiere e non solo.”
Mentre a Rifredi-Morgagni sono tante le potenzialità in essere, che avrebbero soltanto bisogno di un progetto ampio in grado di unire le già tante realtà sparse nel quartiere.

Grande macchia incolta e recintata è sicuramente la zona dell’Ex Meccanotessile, più di 15,000 abbandonati dal 1981. In un quartiere tra i più cementificati, con dedali di vie contorte tra palazzoni oltre i 20 m di altezza, ci potrebbe essere la possibilità di creare un grande polmone di spazi pubblici che parta dal Poggetto e arrivi all’ex-Meccanotessile. Qualcosa di più che un parcheggio, seppur fondamentale, atteso e sostenuto dagli abitanti. Aumentare l’offerta di servizi, anche ricreativi, nelle zone periferiche e in particolare quelle universitarie, non significa aprire nuovi locali o – peggio – centri commerciali.

La Firenze saccheggiata

L’ultima faccia della Firenze di notte è quella dell’amante saccheggiata, della donna che troppo facilmente si lascia sedurre da amanti passeggeri. Il difficile rapporto tra città e turismo di massa ha le sue ripercussioni anche nella vita notturna. Se da una parte esistono realtà in cui lo spirito della bella Firenze si è piegato al volere globale, vi sono tuttavia anche casi in cui la città ha vinto sugli avventori, mantenendosi autentica.
Attraverso un viaggio tra i Santi più illustri, abbiamo analizzato le tendenze in atto.

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San Lorenzo

La piazza del Mercato di San Lorenzo appare ancora come una realtà complessa che comprende molti fenomeni, diversi tra loro.
È prossima alla Stazione di Santa Maria Novella e vicinissima agli hot spot del turismo della città del David. È un luogo prevalentemente turistico, meno frequentato dal fiorentino che mal sopporta la calca del “don’t speak italiano”. Il Mercato stesso, oggetto di un “revamping” di successo, ha permesso di stravolgere parzialmente la sua fruizione per poter sopravvivere ad un modo di mangiare e di consumare che segue l’attuale trend globale, tra centinaia di tavoli e una continua calca di visitatori.

È un luogo più affine al turista abituato al fast food del grande mall e meno alla trattoria sotto i portici, ma allo stesso tempo è un’ottima iniziazione al cibo italiano, comunque una piccola vittoria sulle catene di hamburger e ali di pollo fritte.
I portici di San Lorenzo riescono ad attrarre grazie ad alcuni bar e piccoli locali, ma tutto intorno al grande mercato si ha l’impressione di vivere una parte di città meno autentica, a immagine e desiderio del turista e non del fiorentino.

San Frediano

San Frediano, nell’estate 2017, è stato incluso nella lista dei quartieri “must-see” dalla nota guida turistica Lonely Planet. Ancor prima di ricevere un simile riconoscimento, è sempre stato uno dei luoghi preferiti dai fiorentini.
Di successo per il suo appeal hipster unito alla realtà di artigiani locali, per quanto sia breve il passo da vero falegname a bartender con la barba camicia a quadri, San Frediano ha mantenuto tratti di autenticità.

Resta legato ai suoi luoghi, senza che ciò impedisca il suo rigenerarsi: è un quartiere che non si è cristallizzato, ma ha saputo reinventarsi all’interno di se stesso, senza scadere nelle dinamiche globali. Le città rimangono autentiche quando sono in grado di svilupparsi secondo i presupposti del proprio passato. Di giorno mantiene l’anima artigianale e lo spirito rionale, mentre la notte si popola di giovani che affollano locali e le strade.

Santa croce

A Santa Croce la notte è presa d’assalto da una parte dei giovani turisti. Studenti stranieri che trascorrono solo qualche giorno, settimana o mese per studio. Si orientano a Firenze controllando Trip Advisor, leggendo una guida turistica comprata in aeroporto. Vanno concentrandosi intorno ai locali tra via Verdi e via de’ Benci.
Qui c’è la più alta concentrazione di cocktail-bar, locali da aperitivo, ristoranti, pub con karaoke, discoteche. Una delle forme più moleste della vita notturna si snoda in questo punto della città.
E Santa Croce si presenta oggi come un vero e proprio mall del divertimento, dove tutto è impostato sugli indici di gradimento dell’americano medio.

Shock s-culturali

Nel giugno 2011 finirono le riprese dell’edizione del Jersey Shore – reality show di Mtv – a Firenze. Gli 8 “tamarri” sono arrivati in città a metà maggio 2011 e hanno alloggiato in un lussuoso palazzo a pochi passi dal Duomo. Tornati negli States hanno ammesso di aver vissuto un vero e proprio shock culturale. Shock da cosa? Da elevata mole di cultura. Che probabilmente non avevano gli strumenti per comprendere. In un altro evento da non dimenticare, la protagonista di un’immensa cafonata è la notissima star della musica pop, Katy Perry in viaggio a Firenze nel febbraio 2015. Per la gioia dei suoi fan si immortala con il bastone da selfie di fronte alla Venere di Botticelli. La notizia dov’è? È nella sua faccia disgustata di fronte all’opera d’arte.

Firenze non è per tutti

È evidente che per questo tipo di consumatore l’interesse per pub e discoteche supera quello per il corpo antico della vecchia città, dei suoi monumenti, delle sue strade strette e piene di storie da raccontare. C’è forse da ammettere una verità molto scomoda. Firenze non è per tutti, non può esserlo. Un pensiero che è evidentemente in contrasto agli auspici di manager e tabaccai che desiderano la crescita dello scalo di Firenze, per renderla più facilmente accessibile da ogni angolo del mondo.

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Può l’economia del turismo di massa aumentare ancora il suo profitto, senza alcuna seria riflessione? Possiamo davvero accettare di vedere le vie del centro riempirsi di negozi di chincaglieria cinese, bastoni da selfie, David di Michelangelo fluorescenti e cavatappi a forma di Duomo?
Davvero pensiamo che la risposta alla precarietà e alla disoccupazione giovanile sia garantendo un lavoro di cameriere a tutti? Ma dall’altra parte, si può puntare sul viaggiatore disposto a comprendere l’arte, invece che strapagare cocktail?

Firenze nostalgica

Quel che manca a Firenze, oggi, è quella dose di sperimentazione e avanguardia che ha rappresentato lo Space Electronic del 1969.
Probabilmente per la prima volta nella storia contemporanea, c’è stata una riflessione seria sul divertimento, sul tempo libero, sulla vitale importanza che l’intrattenimento ha sulla qualità del nostro vivere. Per questo lo Space Electronics a Firenze, come altri esempi in Italia e nell’occidente benestante nello stesso periodo, hanno dato vita alla sperimentazione libera attraverso manifestazioni di ogni genere.

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Un dibattito che gli studenti fiorentini iscritti alla facoltà di Architettura nell’1966/1967 hanno potuto svolgere frequentando il corso tenuto da Leonardo Savioli: Progettazione di un locale di svago e spettacolo. Progettare, sperimentare esaltando il concetto di divertimento come fondante della società. Il frutto di un ambiente intellettuale critico e vivo, quale la facoltà d’architettura di quegli anni, è stato l’aver lasciato alla storia i gruppi fiorentini di architettura d’avanguardia utopica e visionaria, come Superstudio, Archizoom, Ufo, Remo Buti, Gianni Pettena e Zziggurat, il Gruppo 9999. Tutti consapevoli e sensibili alla necessità di contribuire a riformulare l’architettura, il suo linguaggio e la sua metodologia, per esprimere meglio la modernità.

Movida ieri, movida oggi

Oggi torna la domanda di un nuovo luogo per il tempo libero. Non una discoteca, ma un luogo dove ballare, anche solo per ritrovarsi, assistere a concerti, mostre, spettacoli, fare teatro, un luogo per creativi e coloro che vogliono essere ispirati. E di giorno magari spazio per lo studio, coworking, laboratori per workshop. Uno spazio ibrido, diremmo oggi, un luogo che condensa e catalizza il migliore spirito costruttivo dell’intrattenimento e della creatività.

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Il locale in quegli anni ha raggiunto la fama nel panorama culturale della città. Si organizzavano eventi, forum d’interesse internazionale. Veniva promosso ogni tipo di iniziativa creativa, dal teatro alla musica, dall’arte visiva alla danza. La commistione tra le arti e i suoi linguaggi promossa allo Space Electronic ha generato uno degli ambienti più avanguardistici e stimolanti per la città di Firenze, nostalgico ricordo e input per il futuro.

Firenze da leggere

Lo scarto di differenza tra quella realtà e l’attuale mummificazione di Firenze è enorme. Oggi rimane l’idea di una città imbalsamata, cristallizzata in un passato aureo, o persino peggio, ritoccata plasticamente con una volgare chirurgia plastica per essere piacevole al turismo globale.
Allora perché assecondare questa tendenza? A maggior ragione se gli avventori, che affollano le nostre strade e i nostri musei, si trasformano da turisti in consumatori. Perché corteggiarli? Firenze oggi deve esigere di essere vissuta come un libro e non un corpo da depredare e saccheggiare. E come quando si legge un libro, si procede con gentilezza, pazienza, con il tempo che richiede la curiosità della scoperta.

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    Siamo un gruppo di laureati e studenti della Scuola di Architettura Firenze. Mettere in discussione la città in cui viviamo è ciò che amiamo fare. Ci piacciono le polemiche dei fiorentini, i giardinetti dello spaccio, le periferie problematiche, le aree di passaggio senza identità e gli edifici abbandonati.

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