Librerie di Firenze contro tutti: l’inchiesta

Ci troviamo in un periodo della nostra letteratura in cui ci sono troppi pochi lettori per non troppi pochi libri. E la colpa è dei primi

La libreria in genere è un locale semplice, adibito alla vendita diretta di volumi e libri su commissione di case editrici altrui. Sembra una descrizione semplice, eppure la libreria, in realtà, è qualcosa di più. Quel qualcosa in più si sta perdendo.

Libreria, tra carte e bit

Andare il libreria è da decenni un’abitudine consolidata nell’immaginario collettivo di ogni potenziale lettore, assiduo od occasionale che sia: anche lo scrittore ligure Italo Calvino, nelle pagine iniziali del suo capolavoro, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, descrive minuziosamente, quasi elogiandolo, la figura del Lettore, non a caso protagonista centrale del suo romanzo, intento ad acquistare e leggere il libro dello scrittore.

vecchi libri, toc toc firenze

Negli ultimi anni comunque si è sviluppata la tendenza all’acquisto online, così da non dover più andare in libreria per comprare: con la creazione e la diffusione mondiale del Kindle, il celebre lettore digitale portatile, molte case editrici hanno provveduto a dirigere buona parte dei propri cataloghi, e praticamente tutti gli inediti e tutte le opere degli esordienti, verso il nuovo sistema di video-lettura. Le major non si sono fatte scappare una simile occasione, e attraverso vetrine digitali e pagine web dedicate alla vendita, hanno provveduto a ritagliarsi una particolare fetta del mercato. Ciò nonostante l’ebook, ovvero il file contenente il libro per la video-lettura, nei suoi dieci anni non ha chiaramente raggiunto i livelli di distribuzione del cartaceo, quindi ogni diceria riguardante il pensionamento della stampa cartacea è da ritenersi fasulla. Vera è invece la storia riguardante un popolo sempre meno affezionato alla lettura. Sembra una favola; come quelle della Sirenetta o di Tremotino, dove il finale è tragico.

Il lettore

Secondo l’ISTAT, i lettori da un libro all’anno, sono pochissimi, …, e tra questi quelli “forti”, da uno al mese, sono …. Questo chiaramente non incentiva la vendita e la distribuzione. In particolare le librerie a Firenze, quelle non consociate o legate al franchising di una casa editrice nazionale, per esempio la Feltrinelli, non registrano un’ottima vendita. A seguito sono presentate tre librerie, di diversa tipologia, ma accomunate al rinnovo del modo di vendere: la Todo Libri, la Citè e la Liberi Libri.
La prima, una delle più importanti librerie indipendenti della città, famosa anche per le attività ricreative musicali quali concerti jazz, segnala una vendita di ….
La seconda registra…, e da parte sua non è di certo una buona notizia: è uno dei caffè letterari della città; oltre alla vendita di libri vi è anche un punto ristoro e un’ala adibita all’esibizione di concerti e letture pubbliche, come quelle che saltuariamente fa la rivista Riot Van.
La terza, specializzata in libri di pedagogia, dell’infanzia e della formazione, che oltre al punto ristoro unisce anche un luogo di svago e di relax immerso nel verde, registra….

Libreria dei Lettori

Prima abbiamo parlato di un “rinnovo del modo di vendere”: a causa della crisi di lettori e di vendite appurata poco prima molte librerie hanno voluto imitare lo stile della Feltrinelli, la quale, da anni, ha provveduto a rendere la libreria una specie di “centro commerciale”, con zone di vendita di pacchetti viaggio, bar e ristoranti, sale concerti, zone gioco e altro ancora. Differenziando la vendita con più prodotti ha cercato di rendere più appetibile i libri promossi, magari facendo “distrarre” la noia del lettore potenziale stimolandolo nelle maniere più disparate, pur di vendergli qualche copia di un “loroautore. Le case editrici oramai hanno i loro autori, e gli bastano, salutando col sorriso ogni eventuale esordiente che li si presenta davanti.

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Non avendo il grande bilancio della Feltrinelli le librerie indipendenti sono costrette a limitarsi in piccole attività, quali concerti di provetti musicisti locali, piccoli bar, per lo più open ed esibizioni di riviste locali o di autori misconosciuti. Tanto, sembrava che per il mercato cittadino bastasse poco…e invece, se con le buone non funzionava, forse con le cattive sì. Da qualche mese sono diventate famose le offerte delle librerie “Mondo Libri”: se aderisci alla loro iniziativa puoi ottenere molti libri del catalogo Mondadori ad un ottimo sconto, tra il 20 e il 30%. E fin qui sembra funzioni, se non fosse che sei costretto, ottenuta la carta, ad acquistare un libro al mese, o in libreria od online, altrimenti scatta l’offerta “Premium”, in cui, con un aumento dello sconto, sei obbligato ad acquistare altri prodotti in aggiunta. In poche parole: se non vuoi leggere di tuo conto, ti facciamo leggere noi!

La libreria

Forse è sbagliato parlare della libreria di un luogo sacro, anzi, potrebbe sembrare blasfemo fare paragoni del genere. Però, per un certo tipo di lettore, la libreria è un luogo mistico, in cui allucinazione, visione e miracolo si mescolano: ripiani qualche ora prima vuoti di nuovo ricolmi di copie dello stesso volume; libri di notevoli dimensioni e lunghezze trascritti con caratteri macroscopici, violando qualsiasi legge della fisica; bambini rachitici che portano in mano i capolavori dell’Ottocento, come Dickens, Hugo e Tolstoj.

Libreria Martelli, Toc Toc Firenze

La libreria è anche un luogo anche d’incontri, di appuntamenti, tra il lettore e il libro, un’amante stressante ed eccitante allo stesso tempo. Sembra quasi un racconto rosa. Tu entri nell’edificio, senza nemmeno salutare il commesso. Ti dirigi negli scaffali della narrativa, alla sua ricerca; pensi che ci sia, che colei che ti solletica la mente ti appaia davanti, e allora con lo sguardo provi a scovarla nel mucchio, a farla uscire fuori; non la trovi, lei non c’è. Continui a cercarla, ma sembra non ci sia, ti chiedi dove sia, che fine abbia fatto. Ti passa nella testa l’idea che forse non c’è. Te ne vai con la coda tra le gambe. Stai per uscire dal locale, e, all’improvviso, qualcosa ai tuoi occhi appare. Ti avvicini, e in pochi attimi tutto cambia: è lei. E’ un immagine idilliaca, poco realistica in fondo.

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Non c’è un grande interesse alla lettura: si preferisce guardare qualche puntata di qualche soap opera; dibattito politico, sociale o economico; chiacchiera quotidiana al femminile; telefilm o serie tv; sport e altro ancora. I libri diventano allora utili per riempire gli scaffali, per impedire alla polvere di far danni, e per far bella figura, autoproclamandosi “bibliofili” quando si è “bibliomani”. Si va ai concerti delle librerie solo per assistere alle loro esecuzioni; si va alle esibizioni loro per ammazzare il tempo; si va a prendere qualcosa da bere alla libreria perché dalle altre parti costa un po’ di più. Ma mica si va lì per comprare i libri.

Credits: pennadoro, 3.bp, s3-eu-west-1, puzzlemania

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