Storie di mostri ed eroi: i live game a Firenze

live game a Firenze

C’è chi, alla classica gita fuori porta, preferisce un’avventura. Sono gli eroi dei live game a Firenze, e non temono nulla.

Chiunque abiti a Firenze lo sa e lo ammette senza troppi problemi: Firenze non è molto grande come città, anzi. Per cui è facile imbattersi in volti familiari nei luoghi che si frequentano di solito, o banalmente passeggiando per le vie del centro, anche se non te lo aspetteresti. Quando mi sono interessato ai live game a Firenze, mi aspettavo di imbattermi in qualcuno di familiare.

Ma di tutte le persone, non mi aspettavo di incontrare Gianluca, il Lord Berto Laos dei Predatori Firenze. Così, ho colto l’occasione per farmi raccontare questa fetta di mondo a me sconosciuta.

Tutto cominciò con un gioco da tavolo

Come in tutte le migliori storie, avvenne per caso. “Durante un gioco da tavolo, il mio avversario rispose al telefono e si mise a ragionare di classi, abilità, di combattimenti con le armi. Stette una ventina di minuti al telefono e io rimasi un po’ stranito a sentirlo ragionare. Quando finì la telefonata gli chiesi di cosa si trattava. Lui mi disse di essere un master del’associazione “GruppoLucenera“, che si occupa di giochi di live game (giochi di ruolo dal vivo) a Firenze. Mi illustrò il tutto e, preso dalla curiosità, mi sono informato e poi sono approdato al mio primo evento.

La prima volta non si scorda mai

In cosa consisteva questo evento? “Eravamo circa cinquanta-sessanta persone. Consiste in un una sorta di survival game medievale, in cui sei immerso nel gioco ventiquattro ore su ventiquattro per 3/4 giorni. Un’avventura fantasy, come giocare a Dungeons&Dragons però dal vivo, con i giocatori che impersonano i propri personaggi.

In pratica, una banda di bischeri che per 3-4-5 giorni va in un luogo sperduto in mezzo ai boschi e alle montagne e ciascuno, come a teatro, si immedesima nel proprio personaggio e interagisce con gli altri seguendo un regolamento di gioco, oltre a partecipare ad una storia scritta da un Master, spesso il più bischero di tutti.”

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Soggetti da Live

Nei live game a Firenze c’è di tutto. “A livello di personaggi, è un ambiente variegato. Ci sono guerrieri, ladri, maghi, vagabondi, ognuno con caratteristiche e abilità differenti. Il tutto con un’ambientazione fantasy classica. E le persone che partecipano a questi eventi, sono delle più disparate. Ci sono sia maschi che femmine che fanno mestieri dei più disparati.

Chi lavora in fabbrica, chi fa il metalmeccanico, chi il sarto, chi l’impiegato, chi il medico o l’infermiere addirittura. Tutti nerd che condividono l’amore per il fantasy e le ambientazioni medievali.” Sarebbe bello poter parlare anche con altri partecipanti a questi eventi, meglio ancora un master. “Ho quello che fa per te. Lo conosci Andrea Magnelli?“.

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Alle radici del nerd: Andrea Magnelli

“Mi chiamo Andrea Magnelli e ho 31 anni, 16 come età ludica“. Si presenta così Andrea quando gli chiedo di parlarmi di sé e di come è diventato un master dei live game a Firenze. “Bisogna andare un po’ indietro nel tempo. Avevo 11 anni, mi piacevano le “cartine” dei Pokémon e iniziai a prendere l’autobus quasi ogni pomeriggio per andare con regolarità al vecchio Blues Brothers in via Alamanni.

Dopo poco scoprii che c’era qualcosa di più delle carte, e fui invitato a partecipare il giovedì sera, insieme a ragazzi più grandi ed adulti, ad un gioco da tavolo chiamato Advanced Dungeons&Dragons. Nonostante le complicazioni dell’essere ancora alle scuole medie e convincere i miei genitori a lasciarmi uscire da solo a Firenze il giovedì sera, lì nacque la passione che mi portò ad avvicinarmi ad altri giochi simili”.

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In giro per i boschi

Ci fu poi un incontro che cambiò nuovamente tutto.” Tramite i giochi a cui mi ero avvicinato, conobbi Riccardo Taurisano, colui che mi fece avvicinare ai giochi di ruolo dal vivo. Mentre tornavamo da un torneo di Warhammer 40.000 che si era svolto nel modenese, mi convinse a provare questo strano gioco di ruolo dal vivo con un’ambientazione horror in stile Lovecraft.

Mi sembrava ridicolo vestirmi e andare in giro per i boschi, ma provare costava relativamente poco. Da allora non ho più smesso, anzi poco tempo dopo iniziai a fare un gioco di ruolo dal vivo a tema fantasy con l’associazione GruppoLucenera, della quale adesso sono addirittura master ed organizzatore”.

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Back, in the 90’s

Nel panorama dei live game a Firenze e dintorni, l’associazione “Gruppo Lucenera” nasce intorno al 1990 a Prato, anche se all’inizio avevano un nome diverso. “Lo zoccolo duro dell’associazione nasce da un gruppo di giocatori di Advanced Dungeons&Dragons. All’inizio si facevano chiamare Thieves of the Fate. Verso il ’93/’94 viene ribattezzato GruppoLucenera, che deriva dal corpo speciale di cui faceva parte il protagonista di 1997: Fuga da New York.

Dopo qualche anno venne fatto qualche primo evento sporadico di live game a Firenze. Nell’aprile del 2000 viene giocato il primo evento vero e proprio a Gello di Anghiari”.

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I Talebani del gioco di ruolo

Parlando con Lord Berto, mi aveva colpito una cosa che mi ha detto riguardo al GruppoLucenera: vengono chiamati i Talebani del gioco di ruolo. “Si-dice Andrea- e non ti nego che ne siamo un po’ fieri. Nulla a che vedere con l’accezione negativa con cui la intendiamo di solito, ovviamente. A noi piace il gioco duro e puro.

Non abbiamo piacere che gli associati patiscano senza uno scopo. Siamo convinti che la fatica, la stanchezza, le condizioni meteorologiche avverse, facciano parte del mondo fantasy tanto quanto virtuose formule per incantesimi, titoli nobiliari e tomi polverosi inanellati di gemme e oro“. E la realtà è ben più faticosa di quanto si possa immaginare.

“Risulta semplice rispondere ad una richiesta d’aiuto di un povero contadino con frasi tanto piene di orpelli quanto nobili, equipaggiarsi di scudo e armatura e partire per un viaggio sotto la pioggia per portare a termine quella nobile missione. Certo, è semplice se lo leggi in un libro. Prova a farlo dopo due giorni in cui sei andato a letto all’alba perché fino a notte fonda ti è toccato il turno di guardia, o dopo cinque o sei chilometri di marcia nel bosco fangoso.

Siamo Talebani, nel senso di “estremisti”, perchè da noi si gioca ventiquattro ore su ventiquattro senza interruzioni. Non hai garantite le ore di sonno. Non hai garantito un focolare o un camino. Tutto questo serve per togliere quell’impressione di fasullo al gioco“.

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Rapporti col vicinato

Nel panorama dei live game a Firenze, l’associazione GruppoLucenera non è l’unica ad organizzare eventi simili, e viene da chiedersi come sono i rapporti con i propri vicini. “Con le altre associazioni va alla grande. Al di là dei ragazzi e ragazzi del Clavisomni, che è in pratica un’associazione sorella del Gruppo Lucenera, con le altre associazioni siamo tranquillissimi, alla peggio ci prendiamo un po’ per il culo a vicenda.”

Prima che esplodesse a livello globale la moda del nerd, queste associazioni di appassionati erano un po’ più chiuse, ognuna nella propria esistenza. Ormai, grazie anche alle fiere, siamo entrati in contatto con realtà esterne, oltre che interne, alla Toscana. Ogni tanto andiamo anche agli eventi delle altre associazioni e viceversa, per vedere un po’ nuovi modi di giocare, conoscere persone, stare nei boschi.

L’unica chiusura percepita è nel far influenzare il proprio modo di giocare e la propria filosofia“.

Più di una vacanza: un’avventura

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Se chiedete a un giocatore cosa significhi per lui partecipare ad un live game, probabilmente vi risponderà come mi ha risposto Lord Berto all’inizio: è stare bene, staccare completamente da tutto. Non pensare al lavoro o ad altre grane e condividere del tempo con persone che hanno la tua stessa passione.

Ma è anche mettersi alla prova e vedere cosa sei capace di fare al di fuori della civiltà, immerso nei boschi e nei panni di una persona diversa quella che sei di solito, in un contesto in cui anche il semplice andare in bagno può “costarti la vita”. Se non è un’avventura questa, non so cosa possa esserlo.

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  • Sono nato a Firenze ma (ahimè) vivo nel Valdarno. Fumettaro incallito e appassionato di basket col desiderio di fare il giornalista.

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