Non ci casco più – La bottega di Calliope

“Non ci casco più!” quante volte dopo una delusione, una fregatura o semplicemente dopo qualcosa che è andato storto, queste parole ci sono rimbombate in testa per giorni e giorni. Almeno fin quando nonostante tutto si finisce per ricascarci.
Questa settimana gli scrittori di EsseCìEffe hanno ripensato a quando loro stessi, o altri, hanno detto queste parole e come il loro solito hanno buttato giù qualcosa di veramente unico.
Buona lettura!

Scodinzolo

Eccolo che arriva, come al solito, quando pare  a lui, mai che pensi una volta a quando IO vorrei che lui uscisse. Forse anche perché per me ogni momento è buono, ma sono dettagli! Vabbè non posso farci niente e finchè mi dimostrerò così felice ogni volta che lo vedo uscire di casa per venire da me temo che non cambierà mai. Mi chiama, inutilmente perché io mi sto già muovendo verso di lui scodinzolando come al mio solito. Ora che ci penso non credo di aver mai avuto pieno controllo sulla mia coda, sta ferma solo quando dormo e non è sempre così. Arrivo da lui e subito affonda le sue mani nel mio pelo folto accarezzandomi forte, sa bene quanto mi piaccia e non perde mai occasione per farlo, questo glielo devo riconoscere.

Ha qualcosa in mano, non so cosa sia di preciso, ma è abbastanza piccolo da poterlo mordere, più piccolo dei sassi che mi diverto a portare in giro da una parte all’altra del giardino almeno. Non è che adesso, oddio sta alzando la mano. Il mio corpo inizia a muoversi da solo, allungo le zampe davanti, abbasso la testa, muso all’insù verso di lui, fletto le zampe di dietro cariche e pronte a scattare. Abbassa il braccio, con lo sguardo lontano dietro di me. Via, mi giro e corro, corro e annuso, annuso e cerco, cerco e…dov’è? Non c’è niente qui e non è possibile che l’abbia lanciato più lontano. Continuo a cercare ancora un secondo, poi mi giro. Lui sta ridendo e mi mostra la mano che ancora impugna quella strana cosa gialla. Non ho capito cosa sia successo di preciso, ma torno da lui. Adesso mi fa annusare quella cosa, ora che ho il suo odore ben impresso non mi sfuggirà ancora.

Alza il braccio, allungo le zampe davanti, abbasso la testa, muso all’insù verso di lui, fletto le zampe di dietro cariche e pronte a scattare. Abbassa il braccio e via, mi giro e corro, corro e annuso (questa volta sapendo cosa annusare), annuso e cerco. Niente, ancora niente. Questa volta anche il naso è muto come lo erano gli occhi prima, mi giro verso di lui e ride ancora, quella cosa gialla è sempre lì. Questa faccenda inizia a infastidirmi, anche se la mia coda continua a dire il contrario. Torno da lui ma ora basta non ci casco più.

Alza il braccio, allungo le zampe davanti, abbasso la testa, muso all’insù verso di lui, fletto le zampe di dietro cariche e pronte a scattare. E’ più forte di me non posso farci davvero nulla. Questa volta però è diverso, questa volta la vedo. Corro più forte per raggiungerla, troppo forte, così forte da non riuscire a fermarmi per riuscire ad afferrarla e la supero. Che figura, ma vabbè mi giro e la prendo tra i denti con tutta la forza che ho, è morbida ma resistente.

Con la sfera in bocca mi giro verso di lui, mi guarda, io lo guardo per qualche secondo, che vorrà adesso? Che gliela riporti forse? Figurati, ho faticato così tanto, ora la tengo io!

Autore: Matteo Mazzoni

Non ci casco più.

Non voglio più esser abbracciata dalle parole,
per vederle appassire lentamente
sulla sabbia ardente del mio cuore.

Non voglio più cadere nel vortice di emozioni vane,
per sentir smuovere i capelli come foglie
in una sola e breve folata di vento autunnale.

Non voglio più guardare il mio riflesso
e sfogliare come pagine di un libro vecchio
i ricordi di una vita vissuta, in modo diverso.

Non ci casco più nello sguardo vuoto
che un respiro accompagna,
di chi vede ma non guarda.

E come cinguettio sul ramo
libro le mie ali su invisibili note
e volo con lo spirito più in alto
persa nella ricerca,
che un istante sia eco dell’esistenza.

Ed ogni giorno poter essere alba e tramonto:
alzarsi come il sole per poi cadere nelle braccia delle valli
e far spazio ai sogni, come pensieri liberati alle stelle.

Autrice: Monica Ricci 

Lampo.
Cadi fra i miei sogni,
e disperdi,
come’l soffio
l’asfodelo

Ora t’inseguo,
sospinto dal vento
fra tende vibranti
di pensieri lucenti

Ch’esso non ingigantisca
il mare già colmo
dei miei errori

ma come fiamma ardente
sia solo,
storia presente

Autore: David Pibiri

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Credits: Matteo Mazzoni

  • EsseCìEffe è un gruppo informale di giovani scrittori fiorentini, che ogni settimana si incontra per condividere i propri racconti, poesie, filastrocche, dialoghi teatrali o qualsiasi cosa una mente creativa e una penna possono generare.

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