Oltre guelfi e ghibellini: siamo tornati

Toc toc Firenze è tornato per approfondire e raccontare Firenze e l’area metropolitana

In una ipotetica intervista con noi stessi, quelle intime e confessionali, la prima domanda che potremmo porci è: perché tornare invece di arrivare?
Perché non stiamo arrivando dopo un viaggio ben definito, da una crociera tutta riposo e balli di gruppo, ma torniamo da una burrascosa e bella avventura. Siamo partiti nel 2013 come un collettivo di giovani autonomi, senza editori o padrini, per scrivere di Firenze come piaceva a noi. Un grido di battaglia semplice: alta partecipazione e uso civico della notizia. Le notizie sono tutte interessanti e tutti possono partecipare e raccontarle.
E tanti sono venuti a collaborare: siamo stati oltre 250 a lavorare su Toc toc Firenze con una media di 60 persone attive tra grafici, autori, editor, videomaker, tuttofare, lanzichenecchi e via dicendo. Tutti come collaboratori volontari dando a Toc toc tantissimo, non solo delle nostre professionalità ma anche di noi stessi.

Così Toc toc Firenze ha assunto, nel corso degli anni, goccia a goccia, il carattere di tutti quelli che ci hanno lavorato. Con ben più di 1100 articoli (ebbene sì, pubblicavamo un articolo al giorno) si è delineato un piccolo ma definito specchio di giovani che studiavano, lavoravano o semplicemente passavano per Firenze.

Abbiamo fatto anche qualche evento.

Tutti volevano imparare qualcosa: chi a scrivere, chi a fare video, chi le foto e molto altro. Chi sapeva un po’ di più condivideva con chi sapeva un po’ di meno, alcune volte si imparava di più e altre volte un po’ meno. Quello che è certo è che cercavamo uno spazio dove mettere alla prova le tante abilità acquisite in percorsi di studi o in maniera autonoma. Si potrebbe dire, con un linguaggio più etereo, che cercavamo un luogo del fare e non solo del dire. Eravamo la palestra di noi stessi: abbiamo tutti imparato qualcosa, mettendo a frutto la nostra creatività.

La prima riunione di redazione.

Ma le belle avventure hanno sempre una fine, soprattutto le belle avventure i cui muscoli sono dei generosi volontari. Quindi ad un certo punto, Toc toc Firenze ha lentamente spento i motori, almeno della sua “produzione”. Siamo arrivati a 25.000 lettori mensili in meno di due anni di fervente attività e quando ci siamo fermati, grazie alle magie dell’internet, tali sono rimasti. Toc toc Firenze, anche se non aggiornato, continuava ad avere moltissimi lettori. Tutto questo ci ha portato a fare una riflessione.

L’approfondimento

La riflessione è partita proprio da quei dati: i lettori non se ne erano andati. Questo è successo perché avevamo investito tutto su quella che viene chiamata comunicazione 2.0: articoli redatti appositamente per internet, strategie di comunicazione specifiche, video creati per il web, costruzione di una newsletter e di una grande community su Facebook. Inoltre non abbiamo mai pubblicato comunicati stampa, non abbiamo mai scritto articoli auto referenziali per nostro unico piacere e abbiamo pensato ogni pezzo basandoci sulle esigenze del nostro pubblico.

Allora abbiamo iniziato a pensare qualcosa di nuovo ma che rispettasse le nostre radici. D’altronde siamo cresciuti e insieme a noi, anche Toc toc ha mutato il suo volto.
Abbiamo pensato, come facevamo spesso durante le nostre riunioni, cosa ci sarebbe piaciuto leggere sul nostro territorio e cosa sarebbe stato giusto raccontare. Abbiamo pensato a quel qualcosa che mancava a Firenze e a tutta l’area metropolitana.
Ci è sembrato di vedere poco approfondimento, mutuando l’uccellino Titti.
Volevamo sapere di più sulla tramvia, oppure su come è davvero strutturata l’economia fiorentina. Ma anche leggere della street art, un mondo in cui se non sei dentro e non lo segui da vicino è difficile carpirne le dinamiche. E ovviamente anche molto altro.
Dunque ecco quello che vogliamo fare da oggi, visto che siamo tornati: vogliamo raccontare Firenze e tutta l’area metropolitana senza superficialità, dando spazio a pezzi lunghi che spieghino davvero, senza riassumere, i fenomeni che influenzano la nostra vita quotidiana.

Oltre guelfi e ghibellini

Ma soprattutto vogliamo andare oltre guelfi e ghibellini. Gli slogan così sono sempre ganzi da sentire ma, tristemente, di solito non hanno seguito in azioni concrete.
Quello che cercheremo di fare tutti i giorni, scrivendo, filmando e fotografando, sarà andare oltre le tifoserie, oltre una fatua cronaca che si perdono troppo spesso nel gioco di tutti i giorni. Non si riesce mai ad avere quel quadro d’insieme che serve a capire davvero un fatto o un evento.
Come se non bastasse, in questo quadro già difficoltoso s’insediano i partigiani, i fiancheggiatori, i simpatizzanti, gli entusiasti di teorie differenti e spesso rabbiosamente opposte, rendendo ancor più torbido il panorama e confuse le idee. Firenze e il suo territorio sono storicamente luogo di allegre lotte fratricide per i motivi più vari: dal possesso di quella cascina nel ‘200 a come ripavimentare piazza della Signoria fino a se tagliare o meno degli alberi. Noi vorremmo fare un passo indietro dalla zuffa, cercando di cogliere una visione completa.
Lo faranno i tanti nuovi e vecchi autori, fiorentini o adottati tali, che scriveranno su Toc toc. Chi ci segue su Facebook conosce già parte della squadra.

Ci vogliamo davvero provare. Ovviamente non saremo esenti da errori ma non ci tireremo indietro dal correggerli. Ma attenzione, scriveremo di più di quanto abbiamo scritto fino ad ora: non saranno articoli che si leggono in un minuto perché approfondire vuol dire intuire la natura delle cose, sviscerarle e possibilmente divertirsi oltre che capirci qualcosa.
Quindi grazie per averci letto prima e, speriamo, grazie in anticipo per le prossime letture.
Adesso siamo davvero tornati.

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  • Francesco Ricceri

    Sono il fondatore di Toc toc Firenze, mezzo maremmano e mezzo fiorentino. Adoro la cucina, i libri, i cantautori italiani e le poesie.

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