Oltre il Palazzo: Le nuove misure anti movida

Anti movida, Toc Toc Firenze

Malumori, sdegno e disapprovazione stanno accompagnando l’attuazione delle nuove misure “anti-movida” promosse dall’amministrazione fiorentina per rimediare alla “questione degrado”, che sta assumendo una notevole rilevanza nell’ultimo periodo, dopo le misure prese alla stazione di Santa Maria Novella contro i mendicanti e in altre zone delle città contro gli ambulanti e i venditori abusivi.

Santo Spirito. Toc Toc Firenze

Operazioni, volte a stabilire il “decoro urbano”, volute dal Prefetto Luigi Varratta e iniziate, con il beneplacito del sindaco Nardella, la sera del 31 Luglio, quando le spazzatrici e le idranti della società Quadrifoglio Spa hanno iniziato, poco dopo le 22, le pulizie nelle zone calde del “bivacco” fiorentino. A Piazza Santo Spirito, e non solo, le idropulitrici sono state accolte dalle resistenze del “popolo notturno”, formato non solo da giovani “esperti di movida” , ma anche dai commercianti e dai clienti dei locali, impegnati ancora nella cena. I cori “Ridicoli, Ridicoli” hanno accompagnato l’adoperato degli operatori della Quadrifoglio spa, scortati da poliziotti e vigili urbani. Il risultato dell’operazione non è stato esaltante, tanto che in alcune zone, come appunto Santo Spirito, la situazione è rimasta inalterata, con i consueti “bivacchi”. Il fallimento dell’esperimento ha portato all’approvazione di nuove misure, nel vertice di ieri in Prefettura tra Forze dell’ordine, esercenti e comune, che prevedono: una nuova tempistica per la chiusura dei locali (le 2 di notte, compresi i week-end e i festivi); il divieto di vendita di bevande alcoliche per i minimarket dalle ore 22; posticipazione della pulizia “anti movida” dei sagrati delle chiese (in contemporanea alla chiusura dei locali notturni, alle 2 di notte).

Sant'Ambrogio, Toc Toc Firenze

Nonostante le parole del prefetto Verratta, che afferma di voler “contemperare le esigenze di tutti”, l’esperimento ha evidenziato una certa miopia da parte dell’amministrazione comunale, che ha gestito male l’intera vicenda, generalizzando su un problema che avrebbe richiesto un indagine più approfondita, e non una mera ondata di repressione, che ha colpito soprattutto le persone civili, che cercavano un semplice svago serale, e non gli esperti del “bivacco” (un termine usato moltissimo dalla stampa, ma molto ambiguo e stereotipato) . Per di più le esigenze di ordine pubblico difese da Nardella si scontrano contro la realtà notturna fiorentina, sempre più arida e priva di un circuito ampio e variegato di eventi , e sempre più complicata per i gestori dei locali, costretti ad affrontare continuamente i problemi dati dalle continue lamentele dei residente della zona, che spesso rischiano di portarli alla chiusura (vedi il caso della Citè). Spesso si dimentica che l’ambiente notturno è parte integrante dell’atmosfera cittadina, e a Firenze il contrasto tra la vivacità giornaliera e il torpore notturno è stridente.

Ti interessa sapere qualcos’altro della politica regionale o locale? Allora continua a leggere Oltre il Palazzo!

 

Credits: Firenze Today, Repubblica Firenze

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