Il parco della pioggia- Raccontami Firenze

Varietà e bellezza al giardino delle Rose, Toc Toc Firenze

Questo racconto è uno dei partecipanti al nostro festival letterario online Raccontami Firenze, partecipa subito per vedere il tuo racconto pubblicato!

ghirigoro

Era mattina presto e per le strade di Firenze si iniziavano ad intravedere molte persone affaccendarsi di qua e di là, chi con l’intenzione di arrivare a lavoro in orario, chi facendo progetti sulle proprie imminenti vacanze, chi procedendo di fretta, chi lentamente; chi in bici, chi a piedi.

Era ormai giunta l’Estate: ecco perché già il cielo si era tinto di quella luce limpida. Non era ancora particolarmente caldo e nell’aria si coglieva una prospettiva di cambiamento, una esortazione a muoversi, nonostante fosse appena cominciato il giorno. Immersa in questi pensieri, la ragazza stava percorrendo le viuzze del centro storico, accompagnata dal sottofondo di un quieto silenzio un po’ assopito e dal via vai dei suoni della città che, insieme, costituivano la sua colonna sonora personale.

Aveva una valigia con sé, o meglio un grosso borsone da campeggio che sembrava riempito al massimo. Chissà..magari stava ritornando a casa, o magari stava per dare inizio ad un viaggio. La gente che incrociava la guardava incuriosita, ponendosi questa domanda. Ad un certo punto, sempre recando in spalla il bagaglio, e dovendo scegliere, ad un incrocio di strade, si diresse lungo un sentiero in salita: il viottolo portava fino all’entrata di un giardino, ancora chiuso, come era prevedibile considerata l’ora.

Ferma davanti all’ingresso, si trovò a riflettere ancora una volta sul fatto che, fino ad allora, non avesse mai visitato quel parco. Come se non ci fosse mai stata occasione di venirci o le fosse mancato il tempo. Pensierosa, si sedette sul bordo del muricciolo che stava d’intorno, a protezione del luogo; si mise ad aspettare. Chiuse gli occhi.

Un episodio le tornò alla mente, immagini e parole che sapeva appartenere a qualche anno prima.”Bisogna che trovi questo indirizzo.. È un giardino..devo scattare delle foto..se vuoi andiamo insieme!”. “D’accordo”: così aveva risposto all’amico che era con lei, senza pensarci due volte. Esplorare la città la metteva di buonumore. Dal piccolo bar dove si trovavano, avevano percorso una serie di stradine secondarie, per poi sbucare sul Lungarno.

L’aria frizzante di quel nuvoloso pomeriggio di Gennaio rendeva piacevole camminare. Avevano seguito la direzione del fiume, lasciandosi alle spalle Ponte Vecchio. Da Porta San Niccolò erano saliti in alto, su per gradini e gradini.

D’un tratto, rapide gocce di pioggia avevano cominciato a farsi sentire.”Piove!!!!”.La ragazza aveva esclamato qualcosa come:”Ora mi hai incuriosita, voglio  a tutti i costi arrivare al giardino! Dai corri, forse ce la facciamo almeno a vedere com’è!”. Erano arrivati ad un cancello, ridendo per la imbranata corsa in cui si erano slanciati. “Naaa, non ci posso credere, è chiuso!”. “Orario invernale. Non ci ho pensato..dai, non importa, ci torneremo!”, aveva promesso lui. “Magari in Primavera, scommetto che è molto bello, quando c’è perlomeno un po’ più di luce!”.

La ragazza aprì gli occhi….si era addormentata. Guardò l’orologio: le otto e qualche minuto; si stava aprendo il cancello. Sospirando, si mise in piedi, prese il borsone, e, un po’ titubante, entrò. Ovunque poteva sentire il profumo delle piante e della terra, come se si fosse trovata a passeggiare in aperta campagna, tra i campi lavorati di fresco. Scaldata dai raggi del sole, ancora tiepidi e piacevoli, si mise a sedere su una panchina, accanto alla statua di un uomo con un libro, che osservava il mondo.

Firenze si stendeva dolcemente all’orizzonte, e il Duomo, assonnato, faceva capolino tra i palazzi: indistinta compagnia, come se si fossero ritrovati tutti lì, quegli edifici imponenti, antichi, a dirle:”ehi, tu, coraggio, sii contenta”: saggi consiglieri di pietra.

Si alzò: voleva fare un giro del giardino e guardarsi attorno. Quel posto non era tanto grande, ma dava l’impressione di essere un piccolo angolo di mondo dove poter respirare, misurare il tempo serenamente e avere un proprio spazio; pensò che avrebbe potuto scrivere, leggere, distendersi sul prato e rilassarsi. Ma prima voleva vedere dove terminava il percorso che procedeva in avanti, tra i fiori. Un gatto le si avvicinò, in cerca di attenzioni e, forse, di qualcosa da mangiare. “Ehi, abiti qui?”. Continuò a camminare e il gatto seguitò a starle intorno, a seguire il suo passo. Arrivò nella zona del parco dove più nitidamente poteva scorgere il paesaggio, la sua città.

“Allora ce l’abbiamo fatta a ritornare qui!”. Una voce familiare, non troppo lontana. Si girò, sorridendo. “L’hai detto! Passami la macchina fotografica.”

Un racconto di Mafalda Dragolibro

 

Ti piacerebbe vedere qui il tuo racconto? Allora partecipa a Raccontami Firenze, il nostro festival letterario online!

Potrebbe interessarti anche

Giovanni- Raccontami Firenze

Questo racconto è uno dei partecipanti al nostro festival letterario online Raccontami Firenze, partecipa subito per ...

Raccontami Firenze, toc toc Firenze

Il viaggiatore che decise di fermarsi – Raccontami Firenze

Questo racconto è uno dei partecipanti al nostro festival letterario online Raccontami Firenze, partecipa subito per ...

Dal tramonto all’alba- Raccontami Firenze

Questo racconto è uno dei partecipanti al nostro festival letterario online Raccontami Firenze. Blah! ...

  • Commenti