Parkour a Firenze: vivere la città in modo diverso

parkour a firenze

Pronto a saltare? Oggi ti parliamo di Parkour a Firenze.

Sono sempre di più i video che circolano in rete dove i protagonisti saltano da un tetto all’altro e, dopo il fenomeno Assassin’s Creed, il Parkour è diventata una moda. Noi siamo andati dietro le quinte di questa disciplina e abbiamo chiesto a due istruttori di Parkour a Firenze di raccontarci cosa fanno e cos’è veramente questa disciplina sportiva.

Paolo e Taulant, due insegnanti, ci hanno aperto il loro mondo.

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Cos’è il Parkour e quali sono le sue origini?

Il Parkour è l’arte dello spostamento, l’art du déplacement. Nasce in Francia una ventina di anni fa ad opera di David Belle e gli Yamakasi, nove ragazzi. Uno di loro andò a Londra dove portò il parkour come free running. Gli allenamenti erano gli stessi, cambiava solo il nome. Gli Yamakasi fondarono due scuole in Italia, note come ADD Academy (Art du Déplacement).

Quando è arrivato il Parkour a Firenze?

Nel 2006 ci fu un raduno nazionale con David Belle a Prato. A Firenze, invece, nel 2008. In Italia c’erano già altre realtà, ma all’inizio erano solo ragazzi che sperimentavano. Laurent, uno degli Yamakasi, insegna a Milano alla scuola Forma in Arte. Propose un metodo non invasivo cheha condizionato il modo di allenarsi in tutta Italia dando una linea guida fondamentale. Ogni gruppo, poi,  ha il suo stile. A Firenze c’erano due gruppi che si allenavano: ci incontrammo e ci allenammo insieme unendo le forze. Giulio coniò il nome Overcome Crew. Eravamo in sette, Paolo, Taulant, Giulio, Alessio, Marco, Leonardo e Francesco. Solo in un secondo momento siamo diventati associazione riconosciuta da UISP come Parkour Firenze.

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A chi vi ispirate?

Ci ispiriamo agli Yamakasi, ma mantenendo il nostro stile.

Qual è lo spirito del parkour?

Essere e durare. Praticare per tutta la vita. Facciamo un allenamento che si basa sul rispetto di se stessi e degli altri. La fatica è fisica e mentale: davanti a un salto che mi fa paura so di avere le carte per affrontarlo e non scappo. Andiamo oltre lo sviluppo del muscolo, alleno la precisione, la salvaguardia di me stesso.

Si può considerare uno sport?

Alla base dello sport c’è la competizione. Nell’ ADD la competizione non esiste, è una disciplina volta a fortificare la testa,  forma la persona, ti accompagna tutta la vita e ti fa crescere. Lo spirito è quello di un’arte marziale.

A cosa serve il parkour nella vita?

Essendo una disciplina formativa può aiutare a superare un esame universitario come un qualsiasi problema di vita in generale. Aiuta a superare i blocchi, le tue barriere, la testa ti porta avanti, è una presa di coscienza.

Quali caratteristiche ci vogliono per partecipare?

La voglia di praticare. Tutti possono farlo. Impariamo a muoverci con gesti e qualità che abbiamo perso. La parte artistica è più importante di quella sportiva: la fantasia e l’immaginazione hanno un ruolo centrale. Il Parkour è una via parallela alla vita, per usare e vivere la città e i posti in un altro modo, non si limita al gesto atletico. Recentemente hanno aperto corsi anche per bambini. Paolo ci dice che insegna loro a stare fuori dai guai: “Voglio farli diventare forti, devono sapere cosa è giusto e sbagliato“.

Parkour Firenze, oggi Art du Déplacement Academy, non ha ancora una sede. Il prossimo passo è concretizzare il progetto di avere una struttura come punto di riferimento. Fino ad allora potrai rincorrerli per le strade di Firenze!

Fai qualcosa di diverso dal solito, guarda subito come divertirsi fuori dall’ordinario!

credits photo: studentessamatta, freerunparkourBulgaria, vgnetwork 

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