Parole fiorentine #11: giuggiolone, impeciato, fumino

Oggi vi proponiamo tre parole fiorentine di bella ironia e forte fisicità.

Giuggiolone

La giuggiola è un frutto dolce, ormai non molto diffuso – buono, fra le altre cose, per confetture e liquori. Comunque storicamente era un frutto povero, ed è per questo che per antonomasia è passato ad indicare l’inezia, la cosa dappoco. Nell’Italia centrale, e in particolare in Toscana, il giuggiolone è quindi diventato la persona semplice, un po’ ottusa e decisamente ingenua. Non è un complimento, ma non si tratta nemmeno di una qualificazione aggressiva: il giuggiolone non è uno stupido con ombre di cattiveria, anzi, si può dire che sia tre volte buono. (E si sa, tre volte buono vuol dir bischero).

Impeciato

Anche se non è più una sostanza particolarmente in voga, le caratteristiche della pece restano notorie: sopra tutte, il suo essere appiccicosa – ed è questo il carattere che viene significato dalla parola impeciato: ciò che è appiccicoso come se fosse cosparso di pece. A Firenze questa parola viene usata in particolare riferimento alla bocca: figuratamente, chi ha la bocca impeciata, per volontà o per incapacità non spiccica parola, quasi ce l’avesse piena di pece. Un’immagine molto fisica, che sotto i denti rende proprio bene.

Fumino

L’immagine del fuoco viene facilmente associata all’ira, e il fumino séguita questo immaginario: il guizzo della fiamma è preparato dal fumo, e si dice fumino chi sia di carattere difficile e particolarmente incline ad adirarsi. Fra tutte le parole che possono avere significati simili, senza dubbio il fumino spicca per la sua ironia, che disinnesca nel sorriso la tensione della rabbia. Una parola da tenere ben presente, perché è proprio nei momenti di tensione che è più importante controllarne i meccanismi.

Vi aspettiamo mercoledì prossimo con tre nuove parole fiorentine!

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Credits: ShutterRunner

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    Fiorentino, scrittore, dottore in giurisprudenza. Da grande farò il cavaliere.

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