Parole fiorentine #20: ciancicare, mota, mencio

Parole Fiorentine

Eccoci giunti al ventesimo appuntamento con questa rubrica. Oggi trattiamo tre parole dalla lunga storia, che a Firenze hanno acquisito un significato particolare o che trovano in questa città la loro roccaforte d’uso.

Ciancicare

Secondo l’uso fiorentino, questo verbo – che nella lingua nazionale è affine a cianciare (da cui forse deriva) e a biascicare – significa stropicciare, toccare con insistenza qualcosa finendo per sgualcirlo o rovinarlo. Il ragazzo un po’ teso che sta aspettando il bus si ciancica i capelli; l’amico a cui abbiamo prestato gli appunti ce li rende tutti ciancicati; e il bambino curioso e importuno, al supermercato, ciancica volentieri la frutta e la verdura che altri si sono già messi nel carrello.

Mota

La mota è semplice fango? Vediamo.
Deriva dal latino maltha, proprio come la malta intesa nel senso di legante murario – e a sua volta fu mutuata dal greco μάλϑα. L’immagine che oggi corrisponde alla mota è infatti quella di un fango massiccio, appiccicoso, infidamente votato agli schizzi, in cui si affonda, che ti forma un tacco di cinque centimetri sotto la scarpa; impera nell’immagine del campo di calcio o di rugby durante la pioggia, in quella del greto del fiume in autunno, del parco in cui si è rotta una fontana.

Mencio

L’etimologia di questa parola è incerta: probabilmente è affine al francese mince, che significa sottile e alla voce settentrionale vencio, che significa vizzo. Nonostante queste probabili ascendenze nordiche, viene puntualmente catalogata come toscanismo. E in effetti dalle nostre parti è parecchio usata: il mencio (o smencio) è in generale il floscio, con un netto colore spregiativo. Può essere impiegato per descrivere abiti e accessori, ma in particolare si attaglia ai tessuti organici molli e vizzi: è ormai mencio un sedano che tieni in frigo da due settimane; sono menci i muscoli del  tipo sedentario – e magari, estensivamente, sono menci i suoi sforzi; e i fiori larghi, turgidi e carnosi che ti ha regalato il ganzo sono diventati un mazzo mencio e scolorito. Te ne dovrà regalare degli altri.

Al prossimo articolo, con tre nuove parole fiorentine!

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  • Fiorentino, scrittore, dottore in giurisprudenza. Da grande farò il cavaliere.

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