Sempre la stessa faccia – la bottega di Calliope

La sensazione di svegliarsi ogni mattina e allo specchio vedere riflesso sempre lo stesso volto, non riuscire a percepire nessun cambiamento, in se stessi o nel volto degli altri. Questa è la sensazione che i nostri scrittori di EsseCìEffe hanno provato ad esprimere nei loro scritti di questa settimana. In via del tutto straordinaria proporremo anche una poesia in inglese, cosa che non succede spesso, ma quando capitano è un vero peccato lasciarle sfuggire! Buona lettura!

Stone still

I am nothing
I have no mouth
I have no legs
I have no voice
only ice
that glides
above the ocean
90% of me
below the surface
I am nothing
but a face in the mirror
the same poker face
I see day after day
unsatisfied
unmoving
in constant replaying
of old mistakes
I change
like the stone changes
I move
like the mountains move
through the eras
inch by inch
by now
I should know better
but time teaches nothing
to rocks and pebbles
they just lay there
still and stubborn
getting older
not in the slightest wiser

Autrice: “Indecisa”

Le cose che non capisco della vita (e quella che capisco)

Ci sono cose nella vita che proprio non riesco a capire. Quelli che non saltano ai concerti rock, ad esempio, che se ne stanno lì, imbalsamati, con le braccia incrociate davanti al petto a fissare il palco e a tenere il tempo con il piedino, piccino, bruttino, in un mocassino marroncino. Hanno cioè quell’atteggiamento che io ho davanti alla pubblicità dello yogurt. Non davanti a un concerto rock. Davanti alla pubblicità. Di uno yogurt. Non so se mi spiego. Di uno yogurt.

E c’è anche quella cosa del cellulare che prende sempre, anche dentro alle gallerie del traforo del monte bianco, ma che se aspetti un messaggio no. Eh no, lì allora no, non c’è verso, nemmeno se sei sotto il ripetitore più potente e cancerogeno d’Italia. Allora lì no, non ne vuol sapere di prendere, quello stronzo del cellulare, che lo sa che stai aspettando quel messaggio lì, quello lì che non c’è bisogno di dire quale messaggio è, che si è capito.

E non riesco nemmeno a capire bene quando ti svegli alle cinque del mattino e sbatacchi la sveglia per vedere che ore sono e sorridi perché sono le 5 e puoi dormire ancora qualche ora e poi sono le 10 e come è possibile se un secondo fa erano le 5?

E vogliamo parlare del sesto senso che ognuno di noi ha? Quel sesto senso che ti fa capire che piaci a una persona e che è talmente infallibile che poi gli chiedi “ma io ti piaccio?” e lei ti risponde “no”.
“Sicura?”, insisti.
“Molto”.
“Ah ok, scusa”, ti scusi.

E poi c’è il grande mistero delle ex. Le ex sono bellissime e sono ovunque. Vai al cinema e trovi una ex. Vai in libreria e trovi una ex. Vai dal dentista e il dentista è una tua ex, anche se si era laureata in scienze politiche. Vale anche al femminile eh! La Cristoforetti è andata nello spazio e lì ha trovato un suo ex. Bellissimo, con lo smoking da matrimonio sotto la tuta spaziale, galante nel porle una nuova bombola di ossigeno e dello champagne liofilizzato. Non c’è nulla da fare: le ex sono sempre un po’ più alte, più belle, più simpatiche, con le tette più grandi e il culo più sodo di quanto ricordavi. E ridono. Le ex ridono da morire, con quelle risate che mostrano denti bianchissimi che prima, sicuro al 100%, non erano così bianchi. E ridono anche se non dici cose che fanno ridere. Ridono anche quando dici solo “ciao, come va?”.

E poi…ecco…e poi invece ci siamo io e te.

Io e te che significa noi due ma che soprattutto significa te, che io insomma, mentre tu mamma mia.

Io insomma perché nemmeno so farti i regali. Ci provo ma sono pur sempre quello che ti ha regalato un posacenere fatto di pongo quando tu nemmeno fumi. Tu invece mi regali ogni mattina il caffè a letto, con un cucchiaino di zucchero e un sorriso che più bello proprio non ce n’è. E tu, quel sorriso, tu che l’hai, tu, quel sorriso che più bello proprio non ce n’è. E ce l’hai anche il lunedì mattina quando uno pensa che non è possibile sorridere, nemmeno un pochino. E invece tu sorridi di quel sorriso lì.

Io e te significa andare al mare di inverno e stupirsi che faccia freddo e ridere più forte delle onde sugli scogli, che grosso modo fanno SGUUUSSHHH, mentre noi facciamo circa AHAHAH, e non è semplice superare uno SGUUUSSHHH con un AHAHAH, lo sai.

Io e te significa tu che piangi per la pubblicità della pasta e io che piango perché tu piangi e tu che mi abbracci perché io piango perché tu piangi, e io allora che piango di più e ti abbraccio di più, e tu uguale, e insomma: io e te siamo tutto un gran piangere e un gran abbracciarsi.

Io e te significa litigare ogni 15 minuti e fare la pace ogni 16 che a tutti e due non piace litigare ma piace un sacco fare la pace.

Io e te significa stringersi le mani quando si fa la spesa, quando si fa la dichiarazione dei redditi, quando si fa da mangiare e quando si fa l’amore. Io e te significa anche non stringersi le mani quando facciamo pipì però, che insomma, a tutto c’è un limite.

Io e te significa io che ti chiedo le definizioni delle parole crociate e tu che mi chiedi se nel pesto ci vuole l’aglio.

Io e te significa ascoltare le note che non vengono suonate dalla città nell’ora di punta e mescolare il giallo al blu per vedere se davvero viene fuori il verde.

Io e te significa baciarsi sempre, sin quando ce n’è.

E insomma, tra tutte le cose incomprensibili di questo mondo, tra tutte le sveglie, le ex, i sesti sensi fallaci e i cellulari stronzi, tra tutto il caos che ci circonda e tra tutto quello che cambia di continuo, io e te significa solo io e te, con i nostri volti che ogni giorno cambiano sempre ma che, in fondo, non cambiano mai.

Autore: “Smemorato”

Vuoi leggere altri racconti e poesie? Allora scopri le altre opere della Bottega di Calliope!

Credits: Gianluca

  • EsseCìEffe è un gruppo informale di giovani scrittori fiorentini, che ogni settimana si incontra per condividere i propri racconti, poesie, filastrocche, dialoghi teatrali o qualsiasi cosa una mente creativa e una penna possono generare.

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