Storia dell’istruzione superiore in Italia

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155 anni di storia, 9 tipologie di istituti, 30 indirizzi. Dal Ginnasio Liceo, all’Istituto professionale di manutenzione ed assistenza tecnica, vediamo come si è sviluppata la scuola pubblica, dal Regno d’Italia alla Terza Repubblica.

1859, la nascita dell’istruzione superiore: il Ginnasio Liceo

Il primo nucleo di scuola superiore si ha nel 1859, con la nascita del Ginnasio Liceo (antenato dell’odierno Liceo classico), al quale si accedeva dopo 4 anni di scuola elementare. Questo indirizzo era diviso in 5 anni di Ginnasio, più 3 di Liceo.

Nel 1911 venne creato il liceo moderno, e chi frequentava i primi tre anni di ginnasio dopo poteva optare per il quarto ginnasio classico o per il quarto ginnasio moderno.

Nel 1923 il ministro Gentile abolì il liceo moderno, ed introdusse il liceo scientifico e quello femminile (successivamente abolito).

Negli anni ’70 vennero introdotti i primi licei artistici.

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Anni ’80-’90: la riforma Brocca

Alla fine degli anni ’80, il sottosegretario alla Pubblica Istruzione, Beniamino Brocca, venne incaricato di riformare i programmi dei primi due anni della scuola secondaria superiore, in vista del prolungamento dell’istruzione obbligatoria al sedicesimo anno d’età. Questa riforma, entrata in vigore nel 1992, prevedeva 17 indirizzi di studio, molti rimasti fino alla riforma Gelmini:

Licei:

  • Indirizzo Classico
  • Indirizzo linguistico
  • Indirizzo Socio-psico-pedagogico
  • Indirizzo Scientifico
  • Indirizzo Scientifico-tecnologico

Indirizzi tecnici e professionali:

  • Indirizzo Chimico
  • Indirizzo Elettrotecnica e automazione
  • Indirizzo Elettronica e telecomunicazioni
  • Indirizzo Informatico e telematico
  • Indirizzo Meccanico
  • Indirizzo Tessile
  • Indirizzo Costruzioni
  • Indirizzo Territorio
  • Indirizzo Agroindustriale
  • Indirizzo Biologico
  • Indirizzo Economico-aziendale
  • Indirizzo Linguistico aziendale

2000: la riforma Berlinguer

Questa riforma, varata sotto il governo Prodi I dal Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, ma abolita dalla riforma Moratti, non entrò mai in vigore, ma sarebbe stata una riforma rivoluzionaria, in quanto prevedeva:

  • abolizione della suddivisione in scuole elementari, medie e superiori
  • introduzione dei “cicli”: sei anni di ciclo primario (6-12 anni), 6 anni di ciclo secondario (12-18 anni) con obbligo di frequenza fino a 15 anni (allora infatti si limitava alla terza media)
  • introduzione di un nuovo obbligo: l’obbligo alla formazione professionale, che sarebbe durato fino a 18 anni
  • suddivisione del ciclo primario in tre bienni: la scuola di base sarebbe nata dalla fusione delle vecchie elementari e medie; si puntava molto sulla riduzione del numero di materie e su un minor numero di insegnanti per classe rispetto al vecchio modello delle scuole medie.
  • suddivisione del ciclo seiennale in sei aree, che avrebbero coperto le aree di studio delle vecchie scuole superiori: Umanistica, Scientifica, Tecnica, Tecnologica, Artistica e Musicale

Dopo un primo anno comune a tutti gli indirizzi, nel secondo biennio ci sarebbero state molte altre materie in comune, per permettere allo studente di capire l’indirizzo più adatto. Al termine del primo triennio (che concludeva la scuola dell’obbligo) era previsto un esame, ed al termine del secondo, l’esame di Stato.

La scuola odierna: Moratti, Fioroni e Gelmini

La riforma Moratti prevedeva due percorsi ben distinti, uno liceale e tecnico, e l’altro professionale, gestito a livello regionale:

  • liceo artistico
  • liceo classico
  • liceo economico
  • liceo linguistico
  • liceo musicale e coreutico
  • liceo scientifico
  • liceo tecnologico (istruzione tecnica)
  • liceo delle scienze umane
  • istituto professionale

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La riforma prevedeva una durata liceale quinquennale (due bienni e un quinto anno) e quadriennale per l’istituto professionale (con eventuale quinto anno integrativo).

E’ stata abolita nel 2006 dal ministro Fioroni, che ha inoltre modificato l’esame di stato (introducendo una commissione mista, formata da 3 membri esterni, 3 interni e presidente esterno, applicata dal 1998 al 2001. Aumentando il monte-crediti da 20 a 25, riducendo il punteggio del colloquio da 35 a 30). Ha inoltre introdotto gli esami di riparazione.

Nel 2008, il ministro Mariastella Gelmini ha presentato una controversa riforma che ristruttura il sistema formativo in:

  • 6 licei
  • 2 tipologie di istituti tecnici, divisi in 11 indirizzi
  • 2 tipologie si istituti professionali divisi in 6 indirizzi

 

Secondo Piero Angela:

“La scuola in definitiva dovrebbe insegnare a diventare intelligenti. E anche pratici, per potersi autogestire in modo valido. Cioè fare in modo che, una volta che si è davvero dimenticato molto di ciò che si è imparato sui banchi, emerga però un cervello che è stato allenato a rispondere bene agli stimoli ambientali, che è capace di adattarsi, e di affrontare in modo corretto i problemi”. Che sia davvero così?

 

 

 

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  • Sono nato a Firenze, frequento il Liceo Classico "N. Machiavelli", sono Vicepresidente della Consulta Provinciale degli Studenti e vivo questa città. Spero di riuscire a descrivervela, con i suoi pro e contro, come la vive un normale studente.

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