Test di medicina e pari opportunità: due rette parallele

test di medicina, toc toc firenze

Medicina: il sogno di molti ma non a portata di tutti a quanto pare.

Basti pensare che quest’anno in Italia ci hanno provato più di 64.000 persone, anche se i posti disponibili sono solo 10.551. Come molti sanno i ragazzi che hanno svolto il test Martedì 8 Aprile, si sono trovati a “tu per tu” con 60 domande  incomprensibili ai più. Solo 1/6 quindi avrà il privilegio di provare la facoltà ed inseguire il proprio sogno, eppure tutti e 64.000 sono tenuti a pagare una notevole “quota d’iscrizione“. 50€ a testa nella nostra bella Firenze, in altre facoltà decisamente meno, mentre in alcune del nord si arriva addirittura a 100 o più.

Come funziona il test di medicina?

La facoltà di medicina è una delle più selettive e delicate: non solo per i numerosi anni che si richiedono per conseguire la laurea, non solo per la complessità delle materie che devono essere studiate, ma anche per la delicatezza del mestiere che gli studenti andranno ad intraprendere. Il test d’ingresso alla facoltà però è, paradossalmente, uno degli scalini più grandi.

test di medicina, toc toc firenze

Non è sempre stato così, solo dagli anni Ottanta medicina è diventata “classista“. Classista perché si richiedono competenze (NB: su materie che verranno poi studiate approfonditamente e varie volte nel corso di laurea) che in molti licei ed istituti non vengono approfondite. Questo porta a due conseguenze fondamentali:

  • I ragazzi sono costretti a ricorrere spesso a corsi di formazione a pagamento
  • Gli studenti che hanno frequentato istituti superiori che poco approfondiscono materie come chimica, fisica o biologia sono irrimediabilmente penalizzati.

Abbiamo chiesto ad un chirurgo generale, laureato prima del test e che da decenni esercita la professione, se il test di medicina è “formativo” e se soprattutto è utile alla professione medica. Lui ha risposto di no, e ci ha detto anche che “non è affatto detto che chi non passa il test non sarebbe un bravo medico o un bravo studente, come non è certo che chi lo passa lo sia”.

Qualcosa è successo quest’anno

Gli studenti però non si devono solo scontrare contro questo selettivo metodo di approvazione, ma anche con le numerose e vaste incongruenze ed errori che si vengono a creare durante il test. I casi quest’anno sono decine, basti pensare a quello di Bari: un caso addirittura in mano alle forze dell’ordine.

Pare che un plico sia stato aperto prima dell’arrivo in aula degli studenti e che siano state ritrovate solo 49 buste invece che 50. I movimenti studenteschi hanno subito reagito ed adesso il caso è in mani della Digos. Quest’ultima afferma che:

 Secondo una prima ispezione sembrerebbe che il plico sia stato aperto da sotto, dove lo scotch pare come staccato e poi rincollato. Non sarebbe dunque una semplice coincidenza che proprio da quel plico malandato mancasse un compito

Il test di ammissione rischia quindi di essere, giustamente, invalidato ed i ragazzi saranno in caso chiamati a ripeterlo. Ricordiamo che molti studenti si sono mossi da tutta Italia per sostenere questo esame. E’ logico che venga invalidato a causa di tali mancanze ed incongruenze, ma spingere i giovani a spendere altri soldi oltre la quota d’iscrizione, ed il precedente costo del viaggio tra andata e ritorno, pare paradossale e porta ad una semplice domanda: è proprio necessario?

Ricordiamo che quest’anno il test si è svolto in un’altra fascia temporale: gli studenti sono stati chiamati dalle facoltà l’8 Aprile: ben 2 mesi prima della maturità. L’enorme mole di studio che serve per avere qualche speranza di entrare richiede tantissimo tempo, tempo sottratto all’esame di maturità che presto i ragazzi si troveranno a fare. Sorge quindi un grande tabù: studiare per medicina o studiare per l’esame di Giugno?

Non solo le istituzioni: #stopaltest

test di medicina, toc toc firenze

Infatti a mobilitarsi sono stati anche gruppi di studenti, partecipanti o meno al test, in una campagna virale su Facebook: #Stopaltest è la pagina su Facebook nata appena ieri, che in poche ore ha conquistato la rete ed è finita sui giornali.

Gli studenti di tutta Italia hanno pubblicato su di essa una loro foto con un cartello in mano: “Io ci metto la faccia. #stopaltest. “

Qualcosa però si sta muovendo

Oltre che ai movimenti degli studenti che hanno mobilitato sindacati, avvocati e Digos, qualcos’altro si sta muovendo.

Martedì 15 Aprile la Camera dei Deputati ospiterà una conferenza stampa dove si presenterà una proposta di legge firmata da numerosi esponenti del Partito Democratico. La proposta è contro il numero chiuso e vorrebbe un sistema di valutazione durante il corso dell’anno. La legge si fonda su tre articoli:

  1. Abolire il numero chiuso nelle facoltà
  2. Definisce come il MIUR debba stabilire i criteri  per cui gli atenei possano bloccare in itinere quegli studenti che non superino 4 esami di sbarramento al primo biennio di studi, esattamente come avviene in Francia.
  3. La richiesta far  provvedere annualmente alle università a rendere conto di quanti posti riuscirebbero a garantire

Anche Francesco D’Uva del Movimento 5 Stelle ha proposto una riforma che renda lo studio di medicina in Italia, simile o uguale a quello francese, ergo, come citato sopra, l’abolizione del test d’ingresso ma un esame di valutazione dopo il primo anno.

Se questa legge entrasse in atto, al di la di quale partito la proponga,  si darebbe agli studenti la possibilità di essere giudicati sul rendimento dato nell’ateneo. Ragazzi di ogni liceo, istituto e quant’altro avrebbero la possibilità di essere giudicati dando loro gli stessi identici mezzi. Si darebbe loro la possibilità di entrare a contatto con una facoltà tanto delicata, ambientarsi e misurare il loro valore e passione su cose concrete.

#Stopaltest, vogliamo le #Pariopportunità 

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