Tutto quello che devi sapere sulle mura di Firenze

mura, Toc Toc Firenze

Resta relativamente poco degli imponenti tracciati murari che circondavano e proteggevano la città di Firenze.

Toc Toc , velocemente ma esaustivamente, ripercorre per te la storia delle antiche mura di Firenze, senza trascurare l’attuale stato di salute dei resti, informandoti su quanto è stato fatto e su quanto si farà per conservarli.

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Parallelamente alla crescita della città di Firenze rispetto al suo striminzito nucleo originario, crebbe anche la necessità di dotare quest’ultima di un’adeguata cerchia muraria, per fronteggiare le eventuali minacce di invasione e garantire la sicurezza dei fiorentini. Così nel corso della storia, sono stati realizzati almeno quattro circuiti murari principali, che arrivano a sei, se nella conta si inserisce la “seconda cerchia” bizantina e il potenziamento cinquecentesco.

La cerchia romana

Quello che è pressoché sicuro è che la primitiva cinta muraria risale al periodo tra il 15 e il 30 a.C., con un perimetro di 1800 metri circa e una superficie pari a 20 ettari. Le mura, coadiuvate da un fossato alimentato dalle acque del Mugnone, seguivano un tracciato che non includeva tutta la città esistente, lasciando fuori l’antico Ponte sull’Arno (a pochi metri dal Ponte Vecchio attuale) oltre alla zona di Santa Trinita, Santa Croce e la zona di Oltrarno.

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Di queste mura, che caddero in rovina in contemporanea col declino dell’Impero Romano, resta un segno sul suolo di via del Proconsolo, in corrispondenza del luogo dove recenti scavi hanno riportato alla luce le fondazioni di una torre e un tratto di fortificazione sotterranea.

La “discussa” cerchia bizantina

Sono possibilmente ancor meno i resti che testimonierebbero un’opera di rimpicciolimento sul tracciato romano, effettuata in epoca bizantina. La sola Torre della Pagliazza, non basterebbe infatti, a dimostrare la reale esistenza di una seconda fortificazione di mura.

La cerchia Carolingia

Attorno all’870 circa, temendo razzie e attacchi da parte di Normanni e Ungari, Firenze si dotò di una nuova cerchia muraria, che sfruttando alcuni tratti superstiti della linea romana, si allargava verso Sud, fino a costeggiare l’Arno, intervallata da quattro porte.

Mura Matildine o “Antica Cerchia” di Cacciaguida.

Nel 1078 Firenze aveva avuto una crescita demografica esponenziale (15000 abitanti circa) e si rese ancora una volta necessario un intervento di modifica alla cinta muraria. Oltre che all’aumento della popolazione, la nascita di un nuovo tracciato murario, si dovette all’incombenza dello scontro papato-impero (di qui Mura Matildine, in riferimento a Matilde di Canossa, arbitro dello scontro).

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Le mura sono anche note col nome di cerchia di Cacciaguida, in riferimento a un’espressione utilizzata da Dante nel Paradiso e messa in bocca al suo antenato. Il tratto matildino, di forma quadrangolare irregolare, vide per la prima volta l’accrescersi del numero delle porte e delle torri fortificate.

La cerchia comunale

Durante l’epoca dei Comuni, Firenze crebbe a dismisura, fino a raggiungere i 40000 abitanti. A partire dal 1172 una nuova cinta protettiva fu eretta, inglobando anche zone precedentemente lasciate fuori.  Le mura arrivarono a costeggiare l’Arno e alcune palizzate di legno furono innalzate a protezione dei nascenti nuclei abitativi anche Oltrarno.

La cerchia di Arnolfo

Tra il 1282 e il 1333, un’imponente cinta muraria, progettata da Arnolfo di Cambio e numerosi altri architetti fu innalzata. Le porte si moltiplicarono, così come le torri; la merlatura garantì maggiore protezione e stemmi e decorazioni vennero disseminati lungo tutto il tracciato. Le porte di questa cerchia sono in maggior parte quelle ancora esistenti.

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Durante il periodo granducale il tracciato murario subì ulteriori modifiche e nuove fortificazioni vennero innalzate: la Fortezza da Basso e il Forte Belvedere ne sono gli esempi più significativi. Ti chiederai a questo punto per quale ragione i resti di tutti i tracciati murari siano pressoché esigui.

La risposta è legata al processo di demolizione forzata cui le mura sono state sottoposte. Il Risanamento, ovvero il processo di modernizzazione del volto cittadino, durato sino ai primi del Novecento, insieme ad esigenze legate alla costruzione di nuove e fondamentali vie di comunicazione (Viali di circonvallazione, dell’architetto Poggi a partire dal 1870), hanno portato alla distruzione del grosso delle mura.

Cosa rimane?

Uno sguardo sull’attualità è altresì importante. Toc Toc, infatti, ha chiesto per te a Palazzo Vecchio cosa ha fatto e cosa ha intenzione di fare per la salvaguardia delle mura. Giorgio Caselli, dirigente delle Belle Arti per il comune di Firenze, sottolinea come sin dal 2010 l’amministrazione abbia “ben agito nella programmazione di interventi di restauro delle porte e dei principali tratti di mura esistenti”.

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Così, sino ad oggi, si sono susseguiti interventi sulla Torre di san Niccolò, Porta al Prato e sul tratto di mura in zona Porta Romana, nonostante, precisa Caselli “le difficoltà nel reperire i fondi necessari”. Le concessioni pubblicitarie però, sembrano essere una buona soluzione per il finanziamento degli interventi, tant’è vero che sulla scia della Torre della Zecca, “sono stati programmati interventi importanti fino al 2017 che interesseranno San Niccolò, Porta san Frediano, Porta alla Croce, Porta san Giorgio.” Inoltre, aggiunge Caselli, “nello stesso periodo verranno effettuati lavori anche su alcuni tratti di mura, per un finanziamento di spesa riservato pari a 500.000 euro.”

Credits: Galluzzoimmagin, Salvatore GiottaGiuseppe Moscato, The Nino, DrPantzo

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