Una settimana di Tramvia: è già un’altra città

Finalmente è partita, eccola!

Lunedì scorso è stata inaugurata la linea 3 della Tramvia, che nell’esercizio altro non è che il prolungamento verso Careggi della primissima linea 1 Scandicci-Stazione.

Adesso è una linea unica, denominata T1 Leonardo, che viaggia da Scandicci a Careggi in 40 minuti e che collega il parcheggio scambiatore della A1 con il centro di Scandicci, la stazione, la Fortezza, la zona universitaria ed il principale ospedale della Toscana.

La sede tranviaria in via Vittorio Emanuele II

Quasi quattro gli anni di lavori, diversi i momenti di incertezza, molti i disagi, tantissima la pazienza dei residenti e dei commercianti di Rifredi.

Ma da lunedì scorso sembra che qualcosa sia cambiato: le arrabbiature sono leggermente venute meno, la contentezza di alcuni è esplosa in gioia, lo scetticismo di altri, diventato col tempo rassegnazione, si trasforma piano piano curiosità. Il non la prenderò mai diventa sempre meno credibile, anche perché se si sale sui tram, gratuiti nel tratto Careggi-Stazione fino al 29 luglio, si sentono telefonate in cui ci si racconta oh, sono sulla nuova Tramvia, è ganzissima!.

L’aria di novità lungo il tracciato della nuova Tramvia è ovunque ed in alcuni punti, vuoi per l’asfalto appena rifatto, vuoi per gli alberelli ancora giovani, la nuova infrastruttura sembra un plastico tanto è fatta bene.

E ripensare ai tempi dei cantieri, partiti in modo forte nell’inverno 2014-2015, fa strano: pare sia passata un’eternità, più dal punto di vista culturale che temporale.

Piazza Leopoldo durante i cantieri

Lunedì 16 luglio il primo tram della T1 ha raggiunto il nuovo capolinea di Careggi intorno alle 6:15 e per Firenze, come qualcuno ha scritto sui social, è stata l’alba di una nuova era. Forse un po’ esagerato ma l’entusiasmo era tanto, sia da parte dell’amministrazione comunale (l’assessore alla mobilità Giorgetti è stato accolto con un boato da stadio), sia da parte dei cittadini che per quasi quattro anni si sono sorbiti cantieri invasivi e cambi di sensi di marcia all’ordine del giorno (che, peraltro, non sono ancora terminati).

Viaggiando sulla nuova Tramvia, con un po’ di amarezza, viene da pensare benvenuti nel presente. Perché l’opera era necessaria già molti anni fa, estremamente fondamentale oggi. Ma finalmente ce l’abbiamo fatta ed i nuovi tram stanno viaggiando per Rifredi incuriosendo tutti, dai fan sfegatati ai più critici.

Salendo a bordo ci si rende conto che le distanze diminuiscono: da Careggi alla stazione in 20 minuti, che fino a ieri era la migliore delle ipotesi spostandosi in macchina (impossibile in autobus), salvo poi trovare e pagare il parcheggio; insomma, usare la Tramvia conviene, Firenze è più vicina, come sta scritto su manifesti e volantini relativi alle modifiche delle linee Ataf, in vigore da sabato scorso.

Il tram della T1 al Poggetto

Ai fiorentini però non sfugge nulla. In alcune fasce orarie ci si rende conto che la Tramvia non si arresta solo alle fermate ma anche, forse troppo spesso, in alcuni tratti intermedi: diciamo che la via libera dovrebbe scattare qualche secondo prima, altrimenti è facile fermarsi e ripartire, fermarsi e ripartire. È più un discorso di comfort che di tempi di percorrenza, però le aspettative sono alte e chi ha convissuto coi cantieri è giustamente esigente. Ma GEST ci sta già lavorando, così come sta lavorando al necste stoppe, l’annuncio a bordo in inglese abbastanza maccheronico. Qualcuno ha commentato “prendi un inglese, gli offri una birra e glielo fai registrare”!

Un problema un po’ più serio sono i tempi semaforici di piazza Dalmazia; lo dicono tutti, addetti ai lavori e passanti, sia a piedi che in auto. Qua il Comune di Firenze deve lavorarci perché la situazione è abbastanza seccante… Paradossalmente servirebbe un presenziamento dell’impianto semaforico per manovrare manualmente i rossi ed i verdi, perché in automatico, per ora, non stanno funzionando bene.

Via Gianni

Venerdì scorso in piazza Dalmazia, forse il simbolo della nuova Tramvia, la cena di inaugurazione organizzata dal Teatro di Rifredi in collaborazione col Centro Commerciale Naturale di piazza Dalmazia. La piazza era gremita, i tram passavano ogni 6-7 minuti (non era l’ora di punta) e le impressioni erano variegate. Dal come abbiamo fatto ad aspettare così tanto? di chi ci ha sempre creduto al commento di una signora inizialmente in disaccordo: ho partecipato alle fiaccolate contro la Tramvia, mi sono ricreduta.

Perché vedere la nuova Tramvia per le strade di Rifredi sta facendo cambiare opinione a tante persone. A Novoli, che hanno già visto dei tram viaggiare in prova fino all’aeroporto, non vedono l’ora che parta la T2; altrove è già ripartita la gara: “quando a Coverciano?”, “ci arriverà mai a Gavinana?”. Un conto sono i cantieri, un conto è vedere i tram viaggiare e gli autobus (e col tempo anche le macchine) sparire.

Via Tavanti, dove la linea si biforca

Insomma, è passata una settimana ma una parte di Firenze sembra già un’altra città. Rifredi entra nel presente e presto anche Novoli: a quel punto più di mezza città sarà servita dalla Tramvia; sarà la mezza città veloce, vicina, smart come si dice oggi. E se non vogliamo avere due Firenze differenti bisognerà anche iniziare a pensare se (basta andare una volta a Careggi per convincersi) e più che altro quando portare il tram verso Firenze sud.
Piano piano, quindi, cambierà la nostra mentalità e probabilmente ci farà sorridere pensare a quando, ingolfati nel traffico anche per via dei cantieri, eravamo tutti contrari.

Benvenuta Tramvia!

 

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  • Filippo Ferraro

    Sono nato a Firenze nel 1992 e ho studiato Ingegneria Civile. Mi piace fare sport e da sempre sono appassionato della mia città, specialmente per quel che riguarda il traffico, la mobilità e la tramvia.

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